Il presidente del quartiere Salaria, Laudi: “Nuovo ospedale più vicino possibile a San Benedetto, lo impone la legge”

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Marco Laudi

 

 

 

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Prende il nome da una delle strade più famose d’Italia, che inizia proprio all’interno dei suoi confini. E’ il quartiere Salaria, posizionato nella zona Ovest di Porto d’Ascoli. Abbiamo ascoltato urgenze  e programmi, dalla voce del presidente del comitato Marco Laudi.

Attualmente quali sono i principali problemi del quartiere?
“Diciamo che scontiamo delle criticità sulla manutenzione pubblica. Il fatto è che i problemi vengono segnalati ma, dalla segnalazione alla risoluzione, quando va bene, passa molto tempo. In questo periodo, è molto sentita la questione dei bidoni per gli sfalci dell’erba. Fortunatamente siamo un quartiere molto verde, ma quando si effettuano le potature emerge un problema serio: gli sfalci restano per molto tempi nei bidoni stracolmi, così marciscono e creano cattivi odori. Inoltre le persone non sanno più dove buttare i nuovi sfalci. Io credo che le soluzioni siano due: o si aumenta il numero dei bidoni o si aumenta il numero dei ritiri da parte di PicenAmbiente. Parlando di altro, abbiamo dei marciapiedi sconnessi, oltre a via Sibilla Aleramo che ha l’asfalto squassato dalle radici dei pini”.

Lo scorso anno, grazie anche all’attivismo dei consiglieri Gabriele Marcozzi e Cristina Cipolloni, il quartiere Salaria aveva aperto uno Sportello Amico per offrire ai residenti un’occasione di confronto con l’associazione zonale. Che bilancio potete tirare?
“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni ed è stata un’esperienza molto positiva, utile ad allacciare un rapporto “a tu per tu” tra Comitato e residenti. Non solo per segnalare disservizi, ma anche per ragionare si nuove idee e proposte e sul futuro stesso del comitato zonale. Purtroppo per quest’anno non siamo riusciti a riproporlo a causa dei maggiori impegni privati dei consiglieri che, lo ricordo, svolgono il loro ruolo come totale volontariato civico. Ora vogliamo ragionare, insieme ad altri comitati, sull’aprire uno Sportello Amico che sia esteso a tutto Porto d’Ascoli. Coinvolgendo tutti i comitati della zona Sud potremo organizzare dei turni più leggeri. La location potrebbe essere la delegazione comunale di via Turati. L’obiettivo resta quello di offrire un’occasione di ascolto per i cittadini, raccolta segnalazioni e collaborazione con PicenAmbiente per le questioni della raccolta dei rifiuti, mastelli sacchetti e quant’altro”.

Il vostro quartiere ospita anche l’ex Dogana pontificia (alias: Caserma Guelfa) oggi parzialmente lesionata dall’ultimo terremoto: un patrimonio da valorizzare…
“Certo, un patrimonio non solo del nostro quartiere, ma di tutta la città. Per questo, è indispensabile fare rete non solo tra i comitato di quartiere, ma anche tra le associazioni. L’idea è di coinvolgere il Fai – Fondo Ambiente Italiano ndr – per svolgere all’interno del chiostro degli eventi culturali, come già ce ne sono stati in passato”.

Ad ogni buon conto, quello resta uno spazio privato e il privato deve realizzare importanti lavori di riqualificazioni, senza i quali ogni discorso sull’organizzazione di eventi rischia di rimanere sulla carta. Voi come vi state muovendo?
“Possiamo fare da pungolo e lo stiamo facendo. Nel corso dell’ultima assemblea di quartiere abbiamo incontrato un rappresentante dei Laureati – famiglia proprietaria dell’ex Dogana e dell’attigua villa con parco ndr – e sappiamo che il Comune sta seguendo la vicenda, emanando anche degli atti.  Però noi cittadini abbiamo assistito ad anni e anni in cui per la Caserma, la villa Laureati e la torre è stato fanno nulla o ben poco. Da diversi mesi, ad esempio la rete perimetrale del parco è sfondata e lì entra di tutto”.

Recentemente, molte abitazioni di Porto d’Ascoli hanno avuto problemi sul fronte dell’acqua potabile. Alla Salaria com’è la situazione?
“Non ho avuto segnalazioni dirette, a parte qualche residente che ha postato sui Social delle foto. In ogni caso il problema c’è stato, ma abbiamo avuto delle rassicurazioni da parte del sindaco e dalla Ciip. Certo, poi vale senso il buonsenso della singola persona che, se vede uscire dai rubinetti un’acqua dal colore anomalo, in primis non la deve bere e poi deve segnalare rapidamente la cosa a chi di dovere, evitando di fare allarmismi, perché può anche capitare che si tratti di un problema relativo ad una singola conduttura”.

Cambiando argomento: ormai siamo in estate, che programmi ci sono alla Salaria?
“In collaborazione con l’associazione che gestisce il parco, abbiamo la festa della Giara  che si dovrebbe tenere il primo weekend di agosto. E’ aperta a tutta la città e colgo l’occasione per invitare tutti”.

Il quartiere Salaria s’inserisce nella parrocchia della Santissima Annunziata, come sono i rapporti tra comitato e Chiesa parrocchiale?
“Con don Anselmo i rapporto sono più che buoni, così come con tutti i parroci. Con la parrocchia cerchiamo di partecipare e di coinvolgerci per aiutare. Soprattutto in questo periodo cerchiamo di dare un contributo alla ristrutturazione della parte vecchia della chiesa che dovrebbe avviarsi a breve. Penso che subito dopo l’estate possano partire i lavori”.

Un tema molto sentito dai quartieri è quello del nuovo ospedale. La vostra posizione qual è?
“E’ semplicemente quella prevista dalla legge, con il Decreto Balduzzi. San Benedetto, considerando anche gli enormi flussi estivi, è la città più popolosa della provincia e la legge dice che un ospedale si costruisce là dove ci sono più persone. Non si può non tenere conto di questo, dunque la nuova struttura sanitaria andrà realizzata a Porto d’Ascoli o comunque vicino. L’area è già stata individuata, tra Monteprandone e Porto d’Ascoli, vicino al centro agroalimentare. Una zona molto comoda e servita. Lì non solo c’è il casello dell’autostrada ma anche un’attigua pista d’atterraggio. Comunque sia, su questo tema non molliamo, perché riguarda il futuro della città e dei sambenedettesi”.

Nella zona Salaria è un’esigenza sentita quella di maggiore sicurezza?
“Purtroppo noi comitati possiamo solo raccogliere segnalazioni e girarle a chi di competenza. Lo abbiamo già fatto e ci siamo sentiti risponde dalle forze dell’ordine che mancano uomini e mezzi. Purtroppo anche da noi si sono verificati furti negli appartamenti o scippi, insieme a situazioni meno gravi, come delle frequentazioni poco raccomandabili all’interno del parco La Giara. Tutto questo andrebbe contrastato. Come? Di legge spetterebbe alle forze dell’ordine, ma stiamo ragionando anche ad una collaborazione con l’associazione Occhio Amico. Sinceramente, non so neanche se nel nostro quartiere è previsto l’arrivo di qualche telecamera di sorveglianza. Io posso solo invitare i residenti a denunciare alle forze dell’ordine anche piccoli”.

San Benedetto ha complessivamente una viabilità piuttosto caotica, da voi ci sono particolari situazioni di criticità?
“Certo, mi viene in mente via Rosselli, dove c’è chi, per evitare il semaforo all’incrocio di Marzonetti, taglia appunto su via Rosselli e lo fa a velocità molto sostenuta, direi quasi da delinquenti. Ci sono già degli incidenti e una proposta, trattata anche durante l’ultima assemblea di quartiere, è di modificare il senso di marcia. Attendiamo che il Comune ci faccia sapere se questa soluzione è fattibile o, comunque, proponga una soluzione per risolvere il problema. Insieme con il comitato Agraria abbiamo poi richiesto d’installare un altro attraversamento pedonale rialzato su via Torino, all’altezza delle vie Tosatti e Manzini, realizzando poi una rampa di scale che colleghi quella zona con il Parco Annunziata. Anche per questa situazione aspettiamo riscontri dal comune, così come per la sistemazione dell’incrocio tra le vie Morandi, Aleramo ed il parcheggio di via Salita al Monte”.

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