Custodia del creato: Vischi (Univ. Cattolica), “i ragazzi sono portatori di speranza, senza loro non possiamo cambiare il mondo”

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“Quello che contraddistingue i nostri ragazzi è il desiderio di rinsaldare il legame con la terra, ciascuno con le proprie specificità, che permettono di interpretare la sostenibilità in modi diversi. Attraverso quell’orizzonte che Papa Francesco ci indica con l’enciclica Laudato sì, che è un invito ma anche un appello a rispondere alle richieste dell’ambiente, a riconoscere il volto del fratello, a promuovere uno sviluppo che tenga conto del capitale naturale, dell’aspetto economico ma anche sociale”.

Lo ha detto Alessandra Vischi, docente di comunicazione al master in “Gestione e comunicazione della sostenibilità” dell’Alta scuola per l’ambiente dell’Università Cattolica (Asa), a chiusura del XVI Seminario di studio sulla Custodia del creato, promosso dall’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei in collaborazione con la Confederazione nazionale Coldiretti. Insieme alla Vischi, gli studenti dell’Asa. Secondo la docente, i giovani hanno un ruolo cruciale per la cura della casa comune “perché sono dotati di creatività, sono portatori di speranza. Sono coloro che hanno voglia di futuro”. “Quindi – ha aggiunto infine – quando ci dicono che i ragazzi non hanno più ideali, non hanno più voglia di fare, non è vero. Senza di loro non potremmo cambiare il mondo”. Il master dell’Asa diretta da Pierluigi Malavasi, si propone infatti di fornire agli studenti una preparazione multidisciplinare per lo sviluppo della comunicazione della sostenibilità, costruendo un’alleanza educativa e politica per coniugare ecologia integrale e vitalità economica.

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