Marco Sprecacè: Perseveranti nella costruzione della “nostra Patria Europa”

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Che cos’è l’Europa? Alcuni affermano che si tratta di un’entità che non ci fa percepire un senso di appartenenza, ma al contrario ci fa spesso sentire ostaggi di altri Paesi, rinchiusi in un’arena dove sembra valere solo la legge del più forte. A mio avviso, si tratta di un progresso culturale epocale, che ha saputo riconciliare un continente devastato dalla barbarie della guerra, costruendo dalle proprie macerie un inedito progetto di pace, di prosperità e di libertà. Non dimentichiamolo mai.

Mi ha sempre colpito il racconto della guerra vissuto da mia nonna, ogni volta che ne parliamo riaffiora l’angoscia e la preoccupazione di quei momenti.
Gli anni della guerra furono terribili, vissuti con la paura di non sopravvivere ad essi, dove i diritti non erano tutelati e la libertà aveva ceduto il passo alla prigionia dell’odio, senza riconoscere e garantire i principi inviolabili della dignità umana. Durante l’occupazione nazista, nelle nostre campagne capitava frequentemente di nascondersi nei boschi insieme al bestiame, per evitare che l’esercito tedesco si accanisse contro i civili o confiscasse mucche e buoi per utilizzarli, fino allo sfinimento, per il trasporto dell’artiglieria. Nonna Maria nonostante la sua età non ha mai dimenticato quei momenti drammatici dove la fame e l’angoscia hanno scandito il tempo.
Continua a ricordarmi, ogni volta che affrontiamo questo argomento, di quanto sia inutile e ingiusta la guerra. Le divisioni e la violenza non hanno mai portato nulla di buono. Dobbiamo sentirci fortunati “noi giovani generazioni” a non aver conosciuto tali disumanità.

Eppure, nonostante tutto, viviamo in momento di smarrimento culturale e sociale che sta minacciando la nostra “casa comune”. Siamo di fronte ad un crescente e pericoloso fenomeno anti-europeo che ha l’obiettivo specifico di speculare sul naturale senso di appartenenza al proprio Paese, per indebolire un’idea politica visionaria costruita con sacrificio e passione da oltre settant’anni.

L’Europa non si farà in un giorno, né senza urti. Nulla di duraturo si realizza con facilità. tuttavia essa è già in cammino. Alla comunità del carbone e dell’acciaio si sono aggiunti il Mercato comune e l’Euratom. Ma soprattutto, al di là delle istituzioni rispondendo ad una profonda aspirazione dei popoli, si sono radicate l’idea europea e lo spirito di solidarietà comunitaria. Questa idea “Europa”, rivelerà a tutti le basi comuni della civiltà e creerà a poco a poco un legame simile a quello che ha formato in passato le patrie. Essa sarà la forza contro il quale spezzeranno tutti gli ostacoli.

R. Schuman

La lungimiranza del pensiero di Schuman ci insegna che dobbiamo credere nel progetto europeo, nonostante i limiti di un’Unione scissa in una moltitudine di interessi particolari che faticano enormemente a ricomporsi, perché solo insieme possiamo promuovere uguaglianza, diritti e democrazia. Quando la stanchezza e lo scoramento prendono il sopravvento, si preferisce la sicurezza alla solidarietà, ma è necessario ricordare che abbiamo tutti un dovere ben preciso, ovvero quello di non vanificare il cammino intrapreso fino ad oggi.

Noi siamo le relazioni che costruiamo, l’Europa sono anche le relazioni e quelle migliaia di progetti quotidiani che hanno cambiato il volto dei nostri territori, quella strada costruita con tante difficoltà, che ha l’ambizioso compito di arrivare lontano.

Dobbiamo continuare a costruire la nostra Europa. Più coesa, all’altezza dei sogni di noi giovani e solidale con gli ultimi. Ognuno di noi può lasciare un segno, ma insieme possiamo davvero fare la differenza.

Se votiamo tutti, vinciamo tutti.

https://www.stavoltavoto.eu

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