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Udienza generale: i ragazzi del Centro “Mondo Migliore” sulla papamobile

Esultano ancora i ragazzi del Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa. Grida, confusione, e tanta emozione. I loro occhi sono tornati a sorridere ancora. “È stata una cosa bellissima”, dice al Sir Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Auxilium, impegnato ora con una certa difficoltà a riportare i ragazzi “a casa”. Tra loro ci sono anche gli otto bambini che hanno avuto questa mattina la fortuna di salire sulla papamobile nel passaggio tra i fedeli prima della udienza generale. Sono attualmente ospitati con le loro famiglie nel Centro di Rocca di Papa e seguiti dalla Cooperativa “Auxilium”. Alcuni sono arrivati sui barconi, altri invece hanno potuto raggiungere il nostro Paese in tutta sicurezza e direttamente dalla Libia con un corridoio umanitario il 29 aprile scorso, il terzo organizzato negli ultimi mesi dal Viminale insieme all’Acnur.
Mohannad, 15 anni, arrivato alcuni mesi fa su un barcone dalla Siria ma già iscritto in una scuola di Rocca di Papa, racconta in italiano di aver potuto anche parlare con Papa Francesco. “Gli ho detto: Ti aspettiamo al Centro Mondo Migliore per un gelato e lui ha risposto: ok”. Nel gruppetto ci sono anche Samson, 8 anni, della Nigeria e Rayan dall’Iran di 9 anni. E i fratellini Abdul e Rania giunti qualche giorno fa con un corridoio umanitario dalla Libia.

“Quando abbiamo accolto a Mondo Migliore le persone arrivate con l’ultimo corridoio umanitario – racconta Chiorazzo – abbiamo avvisato il Papa e lui ci ha fatto sapere che li avrebbe incontrati. Ci siamo così messi d’accordo per oggi e quindi sono venuti. Otto di questi bambini li ha portati sulla jeep con lui e alla fine hanno fatto insieme la foto”. I ragazzi hanno regalato al Papa un grande cuore rosso con tutte le loro firme e la scritta: “Grazie Papa Francesco, i ragazzi di Mondo Migliore”.
“Ogni sera – racconta Chiorazzo -, a Mondo Migliore, sia cristiani sia musulmani, nell’ultima preghiera della giornata, si prega per il Papa. Per tutti loro, è un aiuto immenso. In questo momento della loro vita, è l’uomo che dà speranza. È quello che ci dicono sempre ed è per questo che sono così legati a lui. Lo sentono vicinissimo. Per me è una gioia immensa vedere questi ragazzi oggi così felici. Se penso che solo 12 giorni fa, erano in un lager libico ed oggi erano con il Papa sulla jeep. Sono bambini come i nostri figli e hanno diritto a vivere una vita serena e felice ed avere le opportunità che devono avere tutti. L’obiettivo principale è che un giorno pacificata la Siria, pacificati i Paesi da cui loro vengono, questi bambini possano tornare. Qui in Italia stiamo cercando di dare a loro la possibilità di studiare e formarsi per essere la classe dirigente del loro Paese. È questo il nostro augurio, è questa la nostra speranza e dobbiamo lavorare per questo: formare dei giovani perché domani possano prendere in mano le redini del loro Paese”.