Elezioni amministrative: 17 milioni di cittadini chiamati al voto in mezza Italia

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Stefano De Martis

Il 26 maggio non si voterà soltanto per il Parlamento europeo. Circa 17 milioni di elettori, infatti, saranno coinvolti in una tornata amministrativa che interessa quasi la metà dei Comuni italiani. In Piemonte, inoltre, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere il presidente e il consiglio della Regione e in Trentino-Alto Adige si tornerà al voto per la Camera in due collegi uninominali: dovranno infatti essere eletti due deputati in sostituzione di altrettanti parlamentari che nel frattempo sono diventanti rispettivamente presidente e assessore della Provincia autonoma di Trento.

I Comuni in cui si voterà per i sindaci e i consigli (con eventuale ballottaggio il 9 giugno) sono 3.812, di cui 232 con più di 15mila abitanti e 3.580 al di sotto di questa soglia. Sei sono capoluogo di Regione: Firenze, Bari, Perugia, Cagliari, Potenza e Campobasso.

Altri 22 sono capoluogo di Provincia: Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Cesena, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia. Tra questi due gruppi di Comuni più grandi, ben 14 sono quelli con oltre 100mila abitanti. Il Comune più piccolo, viceversa, risulta essere quello di Moncenisio, in Piemonte: solo 29 abitanti in base all’ultimo bilancio demografico annuale dell’Istat.
Sul totale, 3.658 sono i Comuni in Regioni a statuto ordinario, 154 quelli inseriti in Regioni a statuto speciale: 7 in Trentino-Alto Adige, 118 in Friuli-Venezia Giulia, 29 in Sardegna (dove però si voterà il 16 giugno).

Il sistema elettorale in vigore nei Comuni con più di 15mila abitanti è il doppio turno con ballottaggio nel caso in cui nessuno dei candidati a sindaco arrivi alla maggioranza assoluta. Nei Comuni più piccoli, invece, si vota in un’unica tornata.

Turno unico anche nelle Regioni. Così in Piemonte il nuovo “governatore” sarà il candidato che il 26 maggio avrà preso anche un solo voto in più degli altri. La legge elettorale regionale piemontese, inoltre, ammette la possibilità di scegliere sulla scheda un candidato presidente e una lista diversa da quella o quelle che lo sostengono (il cosiddetto “voto disgiunto”) e per l’ingresso delle liste in consiglio prevede una soglia di sbarramento del 3%. In lizza per la guida della Regione ci sono il presidente uscente Sergio Chiamparino, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra allargata, Alberto Cirio, portato dal centro-destra al completo, Giorgio Bertola per il Movimento 5 Stelle e Valter Boero per il Popolo della famiglia.
Anche in occasione delle precedenti elezioni europee, il 25 maggio del 2014, si svolsero contestualmente due elezioni regionali (Piemonte e Abruzzo) e le amministrative in quasi 4 mila Comuni.

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