Santità laicale: testimonianze su Enrique Shaw e Chiara Corbella Petrillo

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“Voleva bene agli operai; parlava loro con chiarezza; insegnava che l’imprenditore ha un dovere di servizio, di promozione umana del personale e di costruzione della pace sociale. Prese posizione contro la cultura dello scarto e degli esclusi respingendo ogni sorta di speculazione finanziaria”. Silvia Correale, postulatore della causa di beatificazione del servo di Dio Enrique Shaw (1921-1962), imprenditore argentino che visse i valori in cui credeva, ne evidenzia la generosità verso i poveri, il suo impegno per la giustizia sociale. Intervenuta alla tavola rotonda sulla santità laicale in corso alla Pontitificia Università della Santa Croce, Correale ne sottolinea anche l’impegno nel matrimonio e nell’educazione cristiana degli otto figli. Padre Romano Gambalunga, postulatore della causa di beatificazione della serva di Dio Chiara Corbella Petrillo (1984-2012), ne mette in luce la luminosità. “In lei c’è molto per la Chiesa”, dice ricordando le innumerevoli richieste di preghiere e di testimonianze che stanno ricevendo i suoi familiari da tutto il mondo”. Dio, osserva, “si conosce anche attraverso i santi e la sua santità è di giovamento a tutti: sposi, laici, religiosi, consacrate”. Chiara “ha vacillato nella fede una notte. In quel momento ha chiesto la grazia di non essere tentata oltre le proprie forze”. Con il marito Enrico “ha vissuto il capovolgimento della fede”, convinta che il suo compito fosse accogliere i figli ricevuti da Dio e definiti dai medici “incompatibili con la vita” fino a riconsegnarli nelle mani di Dio. “Nasce e lasciarsi amare: questa la sua regola di vita”. Nella grave malattia Chiara “non chiese mai la grazia della sua guarigione ma di continuare a credere”.

 

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