4 Cantine danno vita al “Deviango”, a tu per tu con l’Enologo Matteo Lupi

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Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Ancora una volta, l’intraprendenza e la capacità di un gruppo di giovani imprenditori agricoli del fermano e dell’ascolano, dopo anni di studio (circa 5 anni), hanno datto i suoi frutti!
Coordinate dal giovane Enologo Montelparese Dottor Matteo Lupi, quattro cantine delle nostre vallate (Cantina Di Ruscio, Casa vinicola Geminiani, Vittorini di Speranza Nico e Casale Vitali), hanno portato avanti, dandole vita con successo, la progettazione di un nuovo, straordinario vino che loro stessi hanno chiamato “Deviango”!
Abbiamo voluto, quindi, intervistare chi, come sopra citato, presente con la sua professionalità in ognuna delle cantine succitate, ha saputo concretare, con lungimiranza e successo, il progetto “Deviango”: l’Enologo Dottor Matteo Lupi!

Intanto ti ringraziamo per la solita e preziosa collaborazione con cui ti rendi disponibile a far comprendere, con grande semplicità, quello che, le giovani e preparate generazioni dei nostri paesi riescono, con grande lungimiranza e innovazione, a ideare per portare sempre più in alto le capacità e potenzialità dei nostri territori! Ora, però, facci capire di cosa stiamo parlando!
Deviango è un ambizioso progetto in cui si affronta un modo diverso di lavorare e quindi commercializzare un vitigno, storico, del nostro territorio! Quel Sangiovese che rappresenta l’ingrediente dei migliori vini italiani come il Brunello.
Nei nostri territori si hanno delle caratteristiche pedo-climatiche differenti dal resto d’Italia che cambiano radicalmente la fisiologia di crescita delle viti e di conseguenza le caratteristiche dell’uva prodotta, rendendolo particolarmente adatto alla vinificazione in bianco.

Se non abbiamo capito male avete utilizzato quell’uva fino ad ora utilizzata per vini rossi, per produrre un vino bianco! Qual’è la procedura che vi permette di arrivare a questo nuovo e prezioso vino?
Le uve, che sono colorate solo nella buccia e incolori nella polpa, sono lavorate estraendo il succo della polpa riducendo al massimo il contatto con le bucce. Si ottiene così un mosto dal colore rosa scarico ma molto profumato.
Il colore è instabile e viene immediatamente eliminato con una tecnica del tutto naturale, chiamata iperossigenazione, che consiste nell’esporre all’aria il succo appena spremuto dalle uve per un tempo variabile a seconda delle condizioni. L’ossigeno presente nell’aria andrà a reagire con le frazioni più facilmente ossidabili del mosto, rappresentate per l’appunto dalle molecole che danno colore (chiamate “antociani”) preservando le altre sostanze nobili, dall’azione nefasta dell’aria, come le frazioni aromatiche.
Gli antociani, una volta reagiti con l’ossigeno, si trasformano in molecole insolubili destinate a precipitare sul fondo dei recipienti di lavorazione.
Il mosto così trattato viene lasciato illimpidire per circa 24 ore in modo da far precipitare tutte le componenti instabili e insolubili, poi viene fatto fermentare, tramite i lieviti selezionati, a basse temperature (12-14 °C) in modo da preservare al massimo i profumi.
Terminata la fermentazione che dura una quindicina di giorni, il vino così ottenuto viene conservato per 5-6 mesi sui lieviti della fermentazione ormai esausti cedendo tutte le loro componenti nobili in modo da aumentarne la qualità.
Infine, il vino, viene imbottigliato e conservato a riposo per qualche mese prima di essere commercializzato.

Le caratteristiche del vino hanno, ovviamente, le stesse peculiarità in ognuna di queste quattro aziende!
Le varie aziende hanno deciso di unire i loro sforzi e tirare fuori un vino, da loro stessi chiamato “Deviango”, dalle caratteristiche simili e con, addirittura, la stessa etichetta e forma di bottiglia per facilitare una rapida conoscenza di questo vino! Esso potrebbe diventare un traino per il nostro territorio fermano che, purtroppo, non possiede una denominazione in grado di attirare in maniera seria e remunerativa i favori del mercato internazionale.
ll “Deviango” esprime, quindi, la peculiarità di determinati cloni di Sangiovese da vigneti posti a minimo 350 m, nell’area del fermano della media ed alta Valle dell’Aso.

Da dove viene fuori il nome “DEVIANGO”? E l’etichetta come nasce?
Il nome “Deviango” è originale e non è altro che una parola “dialettale” classica del nostro territorio (di bianco) e risulta anche essere accattivante per gli stranieri.
L’etichetta invece è uno spaccato di un quadro dell’artista fermano Sandro Pazzi che ben inquadra il pensiero dei produttori. In essa c’è la presenza di quei colori rossi che richiamano il frutto di partenza e di quel giallo, misto al verde del vino, che, messi in modo astratto, sono capaci di raffigurare la forza di un pensiero innovativo che cerca di scombussolare il lento incedere delle cose.
Il vino che si ottiene è infatti di colore giallo paglierino dai riflessi dorati tendenti all’ocra.

Facci pregustare, ora, i sapori e i profumi di questa novità di vino!
Al naso, “Deviango”, presenta dei nitidi sentori di mela verde, di pera Wiliam, di fragola con sentori di fiori di sambuco e d’acacia. In bocca si presenta molto morbido, con acidità equilibrata e un finale leggermente amarognolo sintomo di una grande capacità di resistere nel tempo.
In conclusione c’è da sottolineare che questa tecnica di lavoro si usa già in diverse zone d’Italia, ma con risultati non sempre soddisfacenti proprio per le caratteristiche delle uve di partenza.
Il nostro territorio invece, in questo caso, riesce a regalarci un vino davvero straordinario.

Quando si avrà la possibilità, finalmente, di conoscere “fisicamente” questa novità?
La presentazione, in anteprima, della nuova etichetta “DEVIANGO” delle Cantine Casale Vitali, Vittorini, Di Ruscio, Geminiani, avverrà Domenica 12 maggio presso il “Ristorante La Cascina” di Porto San Giorgio con un “Convegno di Presentazione + Degustazione Vini + Apericena con la seguente programmazione:

Ore 16.30:
Convegno-Simposio dal titolo
“DEVIANGO, Il Sangiovese vinificato in Bianco nel Fermano!”
I relatori saranno:
– il Prof. Nicola Pasqualini, già Docente presso Istituto Tecnico
Agrario di Ascoli Piceno
– La Prof.ssa Oriana Silvestroni, Docente all’Università di Agraria di
Ancona
– Il Dott. Matteo Lupi, Enologo
• I produttori del “Deviango”: Gabriele Vitali, Nico Speranza, Marco Di Ruscio, Roberto Geminiani,

Ore 17.30:
Apertura banchi di assaggio.
L’ingresso è aperto a tutti (i minorenni non possono effettuare degustazioni di vini).
La Degustazione di “Deviango” sarà accompagnata da piacevoli assaggi di eccellenze nostrane di salumi, formaggi, focacce, maccheroncini di Campofilone al ragù e arista di maiale gourmet con frutti di bosco!

Per Info contattare Wine Salad
eventi.winesalad@gmail.com
Cell. +39 3317417593 (Nicola)

Grazie Matteo per la tua grande, solita disponibilità e l’esauriente disquisizione su di un argomento dalla mille sfaccettature: agricoltura, enologia, gastronomia, turismo e…via dicendo!!!!
E complimenti a tutti Voi per l’impegno, la passione, la competenza e la capacità che anche questa volta mettete in campo!

2 thoughts on “4 Cantine danno vita al “Deviango”, a tu per tu con l’Enologo Matteo Lupi

  • 3 maggio 2019 at 14:20
    Permalink

    Sono onorato di avervi visti crescere da “piccoli” e vedere adesso come siete diventati “grandi” così bene. Un abbraccione a Matteo, Gabriele, Marco e Roberto.

    Reply
    • 5 maggio 2019 at 21:45
      Permalink

      Ciao Franco,
      grazie di cuore per le belle parole che ci hai riservato, tutto ciò è anche merito suo . . .
      Ti aspettiamo domenica 12 maggio alla cascina di Porto San Giorgio!

      Roberto, Matteo e Gabriele

      Reply

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