SOS Missionario, Addari: “Diritti umani e diritti ambientali sono temi interconnessi, come uno solo è il pianeta”

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Pubblichiamo la lettera Di Pierluigi Addari, segretario S.O.S. Missionario

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, articolati in 17 obiettivi e 169 Target da raggiungere entro il 2030. In questo documento viene espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. Viene inoltre definitivamente superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo; ogni Paese deve impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030, rendicontando sui risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’Onu.
ACQUA PER TUTTI. NESSUNO RESTI ESCLUSO! è il tema della Giornata Mondiale dell’acqua – istituita dall’Onu nel 1992 – che costituisce una declinazione dell’Agenda 2030 -dell’obiettivo 6 – . La giornata si propone di ricordarci che l’acqua è un bene comune e che deve essere garantito l’accesso universale all’acqua. E’ un tema che purtroppo rimane di grande attualità perché, nonostante che sin dal 2010 l’ONU abbia riconosciuto “il diritto all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie pulite e sicure come un diritto umano, essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”, ancor oggi miliardi di persone vivono senza acqua sicura. In molti paesi del pianeta si lotta quotidianamente per la sopravvivenza dovuta alla mancanza di acqua o di accesso ad acqua potabile. Donne, bambini, rifugiati, popolazioni indigene, disabili e fasce crescenti di poveri sono spesso le categorie più vulnerabili rispetto all’accesso all’acqua talvolta sono quelle che subiscono discriminazioni. Ma il mancato accesso all’acqua è determinato sempre di più dal degrado ambientale, dai cambiamenti climatici, da crescenti conflitti locali. A rendere ancora meno sicuro l’accesso all’acqua è il fenomeno globale di accaparramento della risorsa idrica, fenomeno che ha diversi volti: dalla costruzione di dighe alla privatizzazione di fonti idriche, fino all’inquinamento delle acque a causa di attività industriali
Questi comportamenti sono tra le cause principali dei flussi migratori. La connessione tra scarsità d’acqua, sicurezza alimentare e stabilità sociale saranno artefici di un crescente movimento migratorio stimato tra 150 e 200 milioni di persone nel 2050. Nel 2015, sui 27,8 milioni di persone che sono migrate nel mondo, 19,2 milioni sono state spinte da cause ambientali.
Diritti umani e diritti ambientali sono temi interconnessi, come uno solo è il pianeta. Occorre esserne consapevoli e diventare attori del cambiamento, richiedendo al contempo che la Politica faccia la sua parte. Lo richiedono a gran voce le nuove generazioni che, lo scorso 15 marzo, ci hanno detto “Salviamo il pianeta, non il profitto”.

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