Europarlamento: ecco come cambia l’emiciclo di Strasburgo

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Gianni Borsa

Bene Piattaforma civica in Polonia, Verdi in Germania, Fidesz in Ungheria, En Marche in Francia, Lega in Italia e Socialisti in Spagna. Calano il PiS (partito di governo) a Varsavia e i Cinquestelle a Roma. Spiccano queste novità nelle seconde proiezioni dei risultati elettorali del 23-26 maggio rese note oggi al Parlamento europeo a Bruxelles. Non si tratta di un nuovo sondaggio, come specificato dal servizio studi e dall’ufficio stampa dell’Euroassemblea, ma della rielaborazione di sondaggi nazionali in tutti i 27 Stati membri; proiezioni, queste, rese note solo dieci giorni dopo le precedenti (18 febbraio). Gli scostamenti sono in genere modesti e occorre sempre tener conto che, a tre mesi dal voto, la campagna elettorale, che dovrebbe orientare le scelte dei cittadini, non è ancora realmente partita e non si conoscono – salvo qualche anticipazione e indiscrezione – i candidati alla carica di eurodeputati.
Come cambia l’emiciclo. Nelle nuove proiezioni sul voto del 23-26 maggio per il rinnovo dell’Europarlamento il Partito popolare europeo è oggi accreditato di 181 seggi, 3 in meno rispetto a due settimane fa. I Socialisti & democratici restano stabili a 135 (con un significativo calo rispetto all’attuale rappresentanza a Strasburgo). Terzo gruppo sarebbe (il condizionale è d’obbligo trattandosi di proiezioni) quello dei Liberali, fermi a 75 seggi. Poi gli euroscettici dell’Enf (Europa delle nazioni e della libertà, gruppo cui aderisce la Lega), anch’essi fermi a quota 59.
Crescono i Verdi (sulla spinta dei Verdi in Germania) da 44 a 49 seggi; sale la Gue (sinistra unitaria), da 46 a 47 seggi. Calano ancora i conservatori dell’Ecr (Conservatori e riformisti europei, orfani dei britannici), da 51 a 46; scende anche l’altro gruppo eurodubbioso Efdd (Europa della libertà e della democrazia diretta, con gli eurodeputati 5Stelle), da 43 a 39 eurodeputati. Da 10 a 8 seggi calano i “non iscritti”, mentre gli “altri” (formazioni politiche che non hanno ancora scelto a quale gruppo parlamentare aderire, fra cui il francese En Marche di Emmanuel Macron) passano da 58 a 66 seggi. In generale si considera confermata una maggioranza europeista al Parlamento europeo, pur richiedendo alleanze che comprendano almeno Popolari, Socialdemocratici e Liberali oppure Verdi.

Le proiezioni del voto polacco

In Germania un terzo di voti alla Cdu. Le 167 pagine diffuse a Bruxelles dall’ufficio stampa dell’Europarlamento sostengono che in Francia il movimento En Marche cresce (23,5% dei voti, con 24 seggi), supera e distacca il Rassemblement National di Marine Le Pen (19,4%, 19 deputati). In Germania la Cdu/Csu di Angela Merkel raccoglie un terzo dei voti (33,0%); bene i Verdi, secondo partito (19,0%), con un vero e proprio exploit; seguono i Socialdemocratici (18,0%), mentre la destra conservatrice ed euroscettica di Afd si ferma al 10%. Significative le novità in Polonia dove la Piattaforma civica (centrodestra europeista) arriva al 37,5% e supera di slancio il partito di governo euroscettico PiS (36,3%). In Spagna il Partito socialista è saldamente al primo posto (26,8%), seguito da Popolari (20,0%) e Ciudadanos (17,3%).

L’Italia euroscettica. In Italia cresce ancora la Lega (33,3% di voti, 28 seggi), calano i Cinquestelle (24,3%, 21 seggi), ritocco al ribasso per il Pd (16,9% con 14 seggi), lieve aumento per Forza Italia (9,1%, ottiene 8 seggi), stabile Fratelli d’Italia (4,4%, per 4 seggi). Tutte le altre forze politiche restano sotto allo sbarramento del 4%. Dal confronto con i dati precedenti, l’Italia si conferma, assieme all’Ungheria, il Paese più euroscettico d’Europa. Le scorse proiezioni – per un confronto – assegnavano i seguenti risultati alle forze politiche italiane: Lega primo partito con 27 seggi a Strasburgo (su 76 eurodeputati italiani) e una percentuale di voti pari al 32,4%. Al secondo posto si collocava il Movimento 5 Stelle con 22 seggi (25,7% di voti); poi il Partito democratico, con 15 seggi (17,3%). Forza Italia raggiungeva l’8,7% di consensi, con 7 seggi. Fratelli d’Italia era accreditato di 4 seggi (4,4%).

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