Sinodalità: i pastori non sono ‘registi’ che ne guidano l’esecuzione, ma impegnati a entrarvi

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“Il cammino della sinodalità altro non è che l’esercizio in cui la Chiesa attua se stessa”. Lo afferma mons. Piero Coda, preside dell’Istituto Sophia, intervenendo a Loppiano a un convegno sulla sinodalità promosso dal Movimento dei Focolari in Italia.
Declinando il tema della sinodalità con i verbi “cogliere, entrare, camminare”, il teologo afferma che “non si tratta di una questione di architettonica istituzionale”, ma “di una questione teologale che tocca il mistero della Chiesa come comunione missionaria”. Secondo mons. Coda, la tentazione che i pastori devono superare è quella di “pensare e darsi da fare per far entrare nell’esercizio della sinodalità restandone però fuori, quasi si fosse soltanto registi impegnati a dirigere la messa in esecuzione di una pièce di cui si ha già in mano il canovaccio”. “Il compito dei pastori è ‘far entrare’ e guidare l’esercizio della sinodalità – aggiunge – ma entrandovi essi stessi dentro in prima persona e sino in fondo”. Poi il preside dell’Istituto Sophia ha indicato “cinque sentieri per un cammino sinodale”. Ma “per individuare i sentieri che in questo cammino siamo chiamati a percorrere, sono necessari la grazia della comunione invocata e vissuta, il dialogo sincero e l’ascolto trasparente, il discernimento attento e rigoroso, il coraggio del nuovo nella fedeltà all’essenziale, la sinergia aperta con tutti e la pazienza e la determinazione nell’attuazione”.

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