Misericordia: mons. Fisichella, “per Francesco i poveri ci evangelizzano” e la Giornata mondiale è “anzitutto un segno”

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La Giornata mondiale dei poveri è “anzitutto un segno. E come ogni segno, è un richiamo ad andare al di là di quello che concretamente viene realizzato”, e “si presenta attraverso un messaggio del Papa che ogni anno diventa una riflessione ma anche una provocazione”, afferma in un’intervista a L’Osservatore Romano l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Quest’anno, spiega, Francesco “intendeva farci capire che non sempre siamo sintonizzati sulla stessa risposta che Dio dà ai bisogni dei poveri perché restiamo indifferenti e continuiamo a volgere lo sguardo dall’altra parte”. Da questa prospettiva “il segno ha toccato i cuori delle persone, perché nel mondo si sta cominciando a celebrare concretamente la Giornata”. “Quello che colpisce di più – prosegue – sono le iniziative che vengono organizzate nelle diocesi”. Nel richiamare il gesto dell’arcivescovo di Berlino che in occasione della Giornata ha voluto riaprire la cattedrale, chiusa per restauri, per ospitare a pranzo i poveri, Fisichella sottolinea il loro protagonismo, almeno per un giorno: “In questo modo ci evangelizzano. Ecco l’intuizione fondamentale di Papa Francesco: i poveri ci evangelizzano. L’attenzione ai poveri è il messaggio che trasmettono: la gioia del Vangelo”. L’arcivescovo richiama inoltre il presidio sanitario solidale allestito in piazza San Pietro dal 12 al 18 novembre, letteralmente “preso d’assalto da tanti bisognosi”, e si sofferma sul ruolo dei santuari, “posto privilegiato in cui la misericordia trova abitazione” e “luogo dell’accoglienza, dove si vive la riconciliazione, dove i poveri di ogni genere vengono accolti”.

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