Il vescovo Carlo ha presieduto l’Eucaristia per il 46^ anniversario della dedicazione della cattedrale

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Di Simone Incicco e Nicola Rosetti

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande festa in cattedrale per il 46^ anniversario della sua dedicazione. La chiesa della Madonna della Marina è infatti stata dedicata l’11 febbraio 1973 dall’allora vescovo Vincenzo Radicioni. Il vescovo Carlo Bresciani ha presieduto la Santa Messa delle 18.00 alla quale hanno partecipato fra gli altri i ragazzi che si stanno preparando per ricevere il sacramento della cresima, i quali hanno potuto salutare il nostro vescovo al termine della celebrazione.

Nell’omelia Mons. Bresciani ha riflettuto su come la cattedrale sia luogo in cui il Popolo di Dio si raduna per ascoltare la Parola: “Perché la festa di una chiesa? Per quello che la nostra chiesa significa per noi. La Cattedrale è la Chiesa Madre. La cattedrale è edificata per uno scopo ben preciso e noi ne celebriamo la festa proprio per ricordare lo scopo per cui c’è questa chiesa. E il ruolo di questo edificio sacro ce lo ricorda la parola di Dio che abbiamo appena ascoltato. Nella prima lettura Esdra legge la Legge davanti a tutti il popolo che si riconosce come tale in quanto ascolta la Parola di Dio. Il primo scopo dunque è quello di ritrovarsi insieme riconoscerci Popolo di Dio che si pone in ascolto della sua Parola.

È il luogo particolare dove ascoltiamo la Parola di Dio, luogo di raccoglimento, dove, con il silenzio interiore ed esteriore, noi ci mettiamo di fronte a Dio con la nostra vita per vivere quella vocazione cristiana che lui ci dona.

Come ci diceva la seconda lettura, noi siamo edificati come tempio spirituale. All’inizio i cristiani erano pochi e si riunivano nelle loro case. Crescendo hanno sentito il bisogno di luoghi d’incontro più ampi, dove comunque il popolo potesse conoscersi. Il “Credo” che noi professiamo è dunque un “Noi crediamo”: tutti cerchiamo di camminare secondo la strada che Dio ci indica secondo la sua Parola.

È importante che si sia anche lo spirito in quanto non conta soltanto la presenza fisica o l’ascolto esteriore, ma conta mettersi con lo spirito adeguato di fronte a Dio e trasferirlo nella nostra vita.

Certo noi possiamo leggere la Parola di Dio nelle nostre case, possiamo pregare nelle nostre case, ma questo poi dove converge? Converge proprio qui nella chiesa cattedrale nella quale tutta la diocesi si riconosce per la presenza del Vescovo e dove tutte le parrocchie della nostra diocesi sono chiamate all’unita. Il Signore ci aiuti a camminare sempre di più nell’ascolto della sua Parola e nel sentirci parte del Corpo di Cristo che è la Chiesa e noi ci riconosciamo esattamente come Chiesa attraverso la celebrazione eucaristica”.

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