Giornata del malato: “l’atto di cura è prima di tutto un atto umano”

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“Per noi l’atto di cura, prima di essere un atto tecnico e scientifico, è soprattutto un atto umano che si esprime non solo nella professionalità degli operatori, ma anche nella loro capacità di tenerezza e di relazione”. Lo afferma Francesca Di Maolo, presidente dell’istituto Serafico di Assisi. Domenica prossima, 10 febbraio, in occasione della Giornata mondiale del malato, sarà proprio il Serafico ad ospitare la messa che sarà trasmessa in diretta su Rai 1 all’interno del programma “A sua immagine”. A presiedere la celebrazione eucaristica sarà il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino. “‘Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date’ è il tema che è stato scelto per la Giornata mondiale del malato 2019, con il quale il Papa esorta tutto il mondo a “promuovere la cultura della gratuità e del dono, indispensabile per superare la cultura del profitto e dello scarto”, aggiunge Di Maolo. Solo i gesti di dono gratuito, come quelli del buon samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione, perché sappiamo “che la salute è relazionale, dipende dall’interazione con gli altri e ha bisogno di fiducia, amicizia e solidarietà, è un bene che può essere goduto in pieno solo se condiviso. Donarsi all’altro in modo gratuito è innanzitutto riconoscimento reciproco e rappresenta uno dei principali valori sui quali si fonda il Serafico. Per questo motivo siamo estremamente felici e grati di essere stati scelti come simbolo di questa importante Giornata”. Di Maolo, riprendendo le parole di Papa Francesco, ricorda che “siamo tutti bisognosi dell’aiuto altrui e lo saremo in ogni fase della vita, perché è impossibile strappare da sé il limite dell’impotenza davanti a qualcuno o qualcosa. Solo accettando questa verità possiamo rimanere umili e praticare con coraggio la solidarietà come virtù indispensabile all’esistenza”.

 

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