Papa negli Emirati Arabi Uniti: documento sulla fratellanza umana, “tutelare i luoghi di culto e la libertà religiosa”

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“La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione”. È quanto si legge nel documento firmato dal Papa e dal Grande Imam di al-Azhar al termine dell’incontro interreligioso al Faounder’s Memorial di Abu Dhabi, in cui si ricorda che “la protezione dei luoghi di culto – templi, chiese e moschee – è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli attraverso attentati o esplosioni o demolizioni è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del diritto internazionale”. No al “terrorismo esecrabile”, che non è dovuto alla religione, sì invece al “concetto di cittadinanza”, che deve diventare “piena” per tutti, senza discriminazioni. è importante consolidare i diritti umani generali e comuni, per contribuire a garantire una vita dignitosa per tutti gli uomini in Oriente e in Occidente, evitando l’uso della politica della doppia misura. “È un’indispensabile necessità riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici”, una delle raccomandazioni del testo, in cui si esorta a proteggere la donna “dallo sfruttamento sessuale e dal trattarla come merce o mezzo di piacere o di guadagno economico”, interrompendo “tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che umiliano la dignità della donna e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti”. Fondamentale, inoltre, è tutelare il diritto dei bambini “a crescere in un ambiente familiare, all’alimentazione, all’educazione e all’assistenza”: “Occorre condannare qualsiasi pratica che violi la dignità dei bambini o i loro diritti”, l’imperativo, unito a quello di “vigilare contro i pericoli a cui essi sono esposti – specialmente nell’ambiente digitale – e considerare come crimine il traffico della loro innocenza e qualsiasi violazione della loro infanzia”.

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