Un nuovo “Tarpato” per la collezione comunale

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

GROTTAMMARE – Non poteva mancare nel Museo del Tarpato uno dei pilastri della storia cittadina: è di mercoledì scorso la firma dell’atto di vendita al Comune del quadro “Il mercato di San Martino”, opera del 1977 dell’artista Giacomo Pomili detto Il Tarpato (Grottammare 1925-1997).

L’opera è un olio su tela delle dimensioni di cm 75×55 e raffigura la più antica manifestazione mercatale  del territorio, la Fiera di S. Martino, che si svolge annualmente nel mese di novembre a Grottammare. Il quadro entra nella collezione del Museo di piazza Peretti istituito nel 2013 in memoria del Tarpato, l’artista grottammarese definito dalla critica del suo tempo “Il Ligabue dell’Adriatico”. Presto potrà essere ammirato dal pubblico.

L’acquisto deriva dalla proposta di un cittadino grottammarese che ne era il proprietario. La vendita è stata accordata al prezzo di 1.500 €, per un bene del valore stimato in 2.600 €.

“E’ un pezzo unico che meritava di esser acquistato per l’alto valore pubblico dell’opera – dichiara il sindaco Enrico Piergallini – il pittore naif grottammarese più importante interpreta la fiera cittadina più antica: ci confrontiamo insomma con un quadro il cui valore artistico è pari al suo valore storico-culturale. Appena possibile lo esporremo nelle stanze del museo, tra le altre opere che progressivamente il Comune sta acquisendo al pubblico patrimonio”.

Il quadro va dunque ad aggiungersi alla collezione permanente del Museo, rispetto alla quale è in atto una progressiva espansione della proprietà pubblica dato che la maggior parte del nucleo originario, pari a 37 opere (7 erano già di proprietà comunale) concesse in comodato gratuito dai familiari di Giacomo Pomili, viene acquisita al patrimonio artistico di anno in anno, in rispetto di un accordo sottoscritto con gli eredi.

L’estrosa ispirazione di Giacomo Pomili è visibile attraverso cinque stanze tematiche, dedicate alle opere d’esordio, alle leggende dipinte, alle tele religiose, ai quadri sensuali dominati dalle figure femminili e dal paesaggio. La collezione potrà essere ammirata a partire dal mese di aprile, secondo il calendario di apertura dei musei cittadini varanti proprio nei giorni scorsi e valido per tutto il 2019 (in allegato).

L’istituzione del Museo fu l’opera valorizzatrice del complesso intervento di recupero dell’antico palazzetto municipale di Grottammare. Ai piani superiori delle sale espositive (ricavate anche dall’antico forno pubblico, ben visibile in uno degli ambienti), infatti, è sito il Teatro dell’Arancio, sulla cui sommità si erge la Torre dell’orologio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *