Marina Centro, Elena Piunti: “Combattiamo la movida molesta dando un’alternativa positiva ai nostri giovani”

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Di Marco Braccetti

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Per i servizi che offre e per ciò che rappresenta nella storia della città, questo quartiere è o, meglio, dovrebbe essere, il fiore all’occhiello di San Benedetto». Ne è convinta l’avvocato Elena Piunti: presidente del comitato Marina Centro che fa partire così il suo excursus.

Attualmente cosa manca per passare dal “dovrebbe essere” all’“è“?
«Faccio una premessa: al momento dell’insediamento di questo comitato – le elezioni di quartiere ci son state a fine 2017 ndr – abbiamo trovato tre situazioni particolarmente eclatanti: la questione sicurezza, una generale sporcizia del centro e una collaborazione tra commercianti, residenti e amministrazione comunale ridotto all’osso. Su questi tre fronti abbiamo cercato di dare il nostro contributo per migliorare le cose, aprendoci al dialogo con le tante associazioni presenti nella nostra zona e qualche risultato inizia a vedersi».

Soffermiamoci sulla sicurezza, che a Marina Centro vuol dire principalmente Pontino lungo e movida molesta. A che punto è la notte?
«Rispetto alla movida molesta, diciamo che con la recente chiusura di un locale le cose sono migliorate, ma restano dei problemi in un orario ben preciso, quello tra le 2 e le 5 di mattina: quando i ritrovi terminano le loro attività, la security assunta dai vari gestori stacca, frotte di giovani si riversano per le strade ed i controlli delle forze dell’ordine praticamente non ci sono».

Dal Comune che intenzioni hanno?
«Oltre ad attivare il nuovo sistema di videosorveglianza, il sindaco ci ha assicurato che nel prossimo tavolo sulla Sicurezza coordinato dal prefetto chiederà più risorse di polizia, da concentrare negli orari più critici. C’è però da dire che, come la polizia municipale, anche tutte le altre forze dell’ordine hanno difficoltà d’organico e di risorse»

Ma la movida molesta è anche un problema sociale…
«Certamente, occorre che a questi giovani gli sia data un’alternativa positiva. Noi del comitato, con in particolare il consigliere Amato, stiamo lavorando a qualche iniziativa. Ma non è affatto facile. La scorsa estate, dopo alcuni anni di stop, abbiamo riorganizzato la Festa di quartiere e la mole di permessi e di passaggi burocratici necessari a realizzare anche un piccolo evento com’era quello ci ha un po’ scoraggiati».

Che ci dice, invece, sul Pontino Lungo? Lì abbiamo visto scorrere anche del sangue, con l’accoltellamento accaduto a fine ottobre
«
Purtroppo quello che è successo è la riprova che, per smuovere veramente certi meccanismi, prima deve succedere sempre qualcosa di grave. Dopo quel fatto, c’è stata una mobilitazione di forze dell’ordine senza precedenti. E’ stata anche potenziata l’illuminazione del sottopasso e, posso dirlo con cognizione di causa, visto che abito lì davanti, le cose sono migliorate».

Molti quartieri denunciano problemi di decoro urbano e pulizia, da voi com’è?
«
Era una delle situazioni più serie quando ci siamo insediati. Il Comune ha collocato circa 6 nuovi cestini per il pattume e noi del comitato abbiamo svolto numerosi sopralluoghi con la PicenAmbiente riguardo al conferimento dei rifiuti ed il collocamento dei bidoni. Abbiamo collaborato nella gestione dell’arrivo dei nuovi mastelli e anche se qualche famiglia continua a non digerire questo nuovo metodo di raccolta dei rifiuti, sostanzialmente i suoi meccanismi sono stati recepiti bene dalla maggioranza. Uno dei problemi che continuiamo a riscontrare è l’abbandono selvaggio dei rifiuti, anche ingombranti, in alcuni punti specifici del quartiere. Per risolvere questo problema abbiamo già richiesto l’installazione di una foto-trappola che riesca a cogliere sul fatto il trasgressore, così che la polizia municipale possa multarlo».

Uno degli interventi più significativi che il Comune deve fare a Marina Centro è la riqualificazione di piazza Montebello, a che punto è la situazione?
«Lo stato d’abbandono in cui versa la piazza è una spina nel fianco per il nostro quartiere. Al momento, la tempistica di questo intervento resta incerta. Noi del comitato abbiamo in agenda un imminente appuntamento col vicesindaco Andrea Assenti, delegato ai lavori pubblici e viabilità, per affrontare alcune questioni che riguardano la vicina piazza S. Giovanni Battista, dove i commercianti puntano ad avere alcuni parcheggi regolati col disco-orario. In quella sede chiederemo conto anche dei lavori per piazza Montebello. Per completare il discorso, faccio presente che tra residenti e negozianti della zona, c’è chi non è favorevole alla pedonalizzazione della nuova piazza ma, da questo punto di vista, credo che l’amministrazione comunale si sia già espressa, dicendo che il restyling comprende anche l’estensione dell’isola pedonale. Restando in zona, auspico che quest’amministrazione comunale riesca a portare a casa la realizzazione del nuovo capolinea dei bus, nel piazzale interno della stazione ferroviaria. Sul finire dello scorso anno, il vicesindaco ci aveva riferito di aver allacciato nuovi rapporti con le Ferrovie dello Stato, proprietaria dell’area in questione: speriamo si giunga ad un accordo che migliorerebbe molto la viabilità e la qualità dell’aria in via Gramsci».

Il vostro è il quartiere ospita la cattedrale diocesana, come sono i rapporti con la parrocchia Santa Maria della Marina?
«Con il parroco, don Romualdo, c’è una sintonia davvero positiva. Lui è molto interessato alla vita del quartiere e partecipa alle assemblee che, tra l’altro, si svolgono proprio nei locali parrocchiali. Insieme abbiamo già realizzato diverse iniziative, come la festa per la riapertura della cattedrale. Vista la buona riuscita di quell’evento, don Romualdo ci ha chiesto di organizzare altre iniziative per continuare a vivacizzare piazza Nardone – la piazza su cui s’affaccia la basilica ndr – e attualmente ci stiamo ragionando con l’obiettivo di fare qualcosa durante la prossima bella stagione. Intanto, nel 2018 abbiamo partecipato all’organizzazione della Festa della Madonna della Marina e lo continueremo a fare anche in futuro».

A proposito, durante le ultime celebrazioni, fine luglio 2018, lei ha anche partecipato alla tradizionale processione in mare. Che esperienza è stata?
«Davvero emozionante. Tra l’altro, penso sia stata la prima volta che un esponente del Comitato di quartiere sia stato invitato nella barca principale, quella che ospita l’immagine della Madonna e le varie autorità politiche, religiose e militari. Per me è stato un grande onore, anche perché ho potuto osservare da vicino quanto il culto nei confronti della Vergine sia ancora radicato tra la gente di mare sambenedettese. Per molti la Madonna resta una guida quando si entra e si esce dal porto. Inoltre, durante il lancio della corona per onorare i morti in mare, ho visto qualche importante autorità locale con le lacrime agli occhi. Un altro segnale che ci fa capire quanto certe tradizioni religiose siano fortemente radicate nel nostro tessuto sociale».

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