Cattolici e politica: card. Bassetti, “mai come oggi è fondamentale ricucire e ricostruire”

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“Oggi come ieri, la nostra missione evangelizzatrice si traduce nell’annunciare al mondo intero la luce redentrice del Cristo e, come scrivono Sapienza e Rotondo, nel ricucire in modo più giusto e democratico il tessuto sociale del Paese”. È l’omaggio del card. Gualtiero Bassetti al volume “I miei santi in Paradiso”, presentato ieri sera al Senato. “Ricucire – ha ribadito il presidente della Cei – è un verbo al quale sono molto legato, perché evoca un’azione umile e prolungata nel tempo, mite e tenace, che si prefigge di unire ciò che è lacerato e di proteggere ciò che è indifeso e sofferente”. Tutte le personalità, laici o consacrati, che entrano in contatto con Andreotti, per Bassetti “hanno un elemento in comune: sono accomunati da un’enorme capacità di capire e rispondere alle sofferenze del popolo. Quello stesso popolo che, in un primo momento, aveva più o meno espressamente ripudiato il cristianesimo per abbracciare quei regimi totalitari che promettevano sicurezza, grandezza e felicità. Ma poi durante e dopo la Seconda guerra mondiale, quando l’Italia era sommersa dalle macerie, questi uomini di fede sono stati accanto al popolo e lo hanno aiutato concretamente a ‘mettere un mattone sull’altro nella ricostruzione sociale e morale del Paese’”. “Mai come oggi è fondamentale saper coniugare questi due verbi: ricostruire e ricucire”, l’appello del presidente della Cei: “Ricostruire ciò che è distrutto. Ricucire ciò che è strappato. Ricostruire e ricucire con fede, con coraggio, con speranza e anche con qualche istanza di cristiana utopia”. Quell’utopia cristiana che nel 1965, ha ricordato Bassetti, fece scrivere La Pira una lettera ad Andreotti in cui il sindaco di Firenze chiedeva al ministro della Difesa di creare un capitolo del bilancio del suo Ministero per “le armi efficacissime” dell’orazione a favore dei monasteri di clausura. “La Pira e Andreotti così apparentemente diversi, eppure così vicini”, ha commentato il cardinale: “Per esempio, nel frequentare a Roma, nella chiesa di San Girolamo della Carità, la Messa del povero, che La Pira aveva già ideato qualche anno prima in Firenze. Bassetti ha citato anche l’attenzione dedicata da Andreotti ad un “prete scomodo” come don Primo Mazzolari, da lui definito “predicatore di verità in tempi di menzogna, forse una delle definizioni più belle del parroco di Bozzolo. E al tempo stesso una delle più importanti necessità per il mondo di oggi: mai come oggi, abbiamo bisogno di predicatori di verità, annunciatori gioiosi dell’amore di Cristo, difensori coraggiosi della vita umana in ogni momento dell’esistenza, dispensatori di mitezza, sobrietà e carità”.

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