San Benedetto, un Liceo Classico vivo

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È passata anche la “Notte del Liceo Classico”. Quest’anno ha conosciuto la quinta edizione e l’evento ha raccolto l’adesione di ben 433 istituti d’Italia, con partecipazione in crescita rispetto allo scorso anno, quando i Licei aderenti erano stati 407. Tra questi anche il Liceo Classico “Leopardi” di San Benedetto del Tronto.

A San Benedetto ci sono stati circa 820 visitatori, accolti dalle studentesse vestite da Muse  e dagli studenti del liceo, che si sono occupati di guidare gli ospiti tra le diverse attività realizzate con la guida dei propri insegnanti.
Molto apprezzato l’intervento del Prof. Eugenio Coccia, rettore del GSSI, interessato a divulgare, tra i giovani, la passione per la scienza e  per il fascino dei misteri della ricerca scientifica e che ha la spiegato la dinamica delle onde gravitazionali e dei buchi neri.

La referente del progetto, prof.ssa Roberta Capriotti, per il secondo anno, ha coordinato  e diretto il lavoro dei docenti dell’Istituto, supportata dagli studenti componenti il Comitato organizzativo, Edoardo Favelli, Emanuele Colonnella, Giulia Guercioni, Simone Amabili, Giorgio Sciamanna, Leonardo Tassotti.
Molto ricco il cartellone degli eventi a carattere musicale, artistico, cinematografico, letterario, teatrale, ludico e sportivo e che ha visto partecipare, con grande pathos, le studentesse e gli studenti, linfa vitale dell’Istituto.
L’evento dimostra che la cultura classica non si esaurisce nel chiuso delle aule scolastiche ma è declinabile secondo modalità che la rendono fruibile da un pubblico eterogeneo, ed evidenzia le competenze e le risorse inesauribili dei ragazzi.
Molto soddisfatto e orgoglioso il Dirigente Scolastico, il prof. Maurilio Piergallini, che ringrazia tutti  coloro che a vario titolo, compresi gli sponsor, hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

L’idea della Notte del Liceo Classico viene da un docente di Latino e Greco, Rocco Schembra, che insegna al “Gulli e Pennisi” di Acireale, in Sicilia. Da subito ha raccolto consensi e anche l’approvazione del Ministero dell’Istruzione.
In effetti si tratta di un’iniziativa capace di provocare, mettendo al centro il tema della cultura antica e, per certi versi, del valore immateriale del percorso scolastico. Si ragiona spesso, infatti, sulla scuola propedeutica al lavoro, su come formare i nostri giovani in rapporto alle esigenze del “domani”, inteso normalmente come tempo dell’occupazione. Le nostre scuole attrezzano in modo adeguato i ragazzi e le ragazze? Offrono loro quello che chiedono le imprese? Quante volte ci si pone queste domande. E adesso, ad esempio, in tempo di iscrizioni scolastiche, uno dei criteri che viene considerato in vista della possibile scelta di una scuola piuttosto che di un’altra è proprio lo “sbocco”, anche occupazionale che propone.
Ebbene: cosa ha a che fare tutto questo con il Latino e il Greco? Con “lingue morte” e culture ritenute talvolta “da biblioteca”, lontane, quasi aliene dal mondo tecnologico e digitale che va sempre più affermandosi?
Eppure i Classici ci riguardano. Ci riguardano perché – direbbero i sostenitori di tali Licei – aiutano a comprendere la complessità, permettono di scavare nelle radici della cultura occidentale e non solo. Ci riguardano, anche, perché mettono l’attenzione, provocatoriamente, su qualcosa che a prima vista appare quasi “inutile”, senza finalità “pratiche”. E rimanda tra l’altro un’immagine forte della scuola che non “serve” immediatamente al lavoro, ma “prepara alla vita”, promuove la crescita personale. Integrale.
La “Notte del Liceo Classico” ha permesso di accendere i riflettori su un’istituzione che ha tanta storia in Italia e a San Benedetto del Tronto. Ma quegli stessi riflettori allargano il fascio di luce su i tanti altri indirizzi scolastici – quelli, semplificando, dove il curricolo non prevede Latino e Greco – e in qualche modo richiamano le finalità di tutta la scuola.

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