FOTO La compagnia dei Tipi Loschi sulle orme dei Santi Torinesi

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DIOCESI – Tornare a Torino è come andare all’origine della nostra cara Compagnia, dove è nata la nostra amicizia e la nostra fraternità di Tipi Loschi. Siamo partiti il 27 dicembre in quasi 100, tra ragazzi e famiglie della Compagnia anche con bambini molto piccoli, per andare a trovare i nostri amici Santi torinesi, la cui vita ci ricorda che c’è un’unica strada per essere felici: fare la volontà di Dio seguendo suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo.
La nostra Compagnia nasce dall’esempio di santità del Beato Pier Giorgio Frassati di cui abbiamo ripercorso i momenti più significativi della sua breve, ma intensa vita (24 anni), camminando per le vie di Torino leggendo lettere ed episodi accaduti in quei luoghi.
Questo ragazzo innamorato di Gesù e Maria, non curante della sua posizione familiare ricca e borghese, il padre era uno dei fondatori del giornale la Stampa e ambasciatore a Berlino, offre tutta la sua vita al Signore partecipando alla messa quotidiana e recitando ogni giorno il rosario.
Aiutava silenziosamente i poveri e i malati di Torino, spesso tornando a casa senza la giacca o le scarpe perché donate a un bisognoso che incontrava per strada. Queste opere di carità, la famiglia le scoprirà solo dopo la sua morte, perché al suo funerale oltre a persone dell’alta borghesia partecipò tanta gente povera ed umile che trovò giovamento da questo giovane, che il santo papa Giovanni Paolo II definì “un alpinista tremendo”.
Pier Giorgio Frassati ha infatti fondato una compagnia di giovani universitari “ I Tipi Loschi” che erano uniti insieme con la preghiera e spesso facevano gite in montagna perché questa secondo lui avvicinava al cielo, a Dio. Siamo andati a visitare anche “La Piccola casa della Divina Provvidenza” fondata dal sacerdote San Giuseppe Benedetto Cottolengo, dove il beato Pier Giorgio Frassati spesso faceva servizio.
Questa immensa struttura che oggi ha la grandezza di 16 campi da calcio, nasce dalla intuizione di San Giuseppe Cottolengo che non essendo riuscito a salvare una madre povera che stava per partorire, infatti essa morì tra le sue braccia dopo averle dato il conforto degli ultimi sacramenti, capì che questo non doveva accadere più e spese tutte le sue energie umane per procurare cure, alloggi, alimenti e vestiti ai più poveri di Torino. Il Cottolengo aveva una fede nel Signore incrollabile e confidava sempre nella Divina Provvidenza. Bellissima l’immagine di San Giuseppe Cottolengo che inginocchiato tira la tunica della Madonna, per indicare la preghiera insistente, i Rosari continui che egli faceva per chiedere aiuto alla Divina Provvidenza. Tante infatti sono state in questi anni, le somme di denaro o i ricchi lasciti che i benefattori hanno offerto al Cottolengo che ha accolto oltre a malati fisici anche quelli psichici rifiutati da tutti.
Naturalmente in questo pellegrinaggio abbiamo visitato l’oratorio di Valdocco di Don Bosco che ha speso tutta la sua vita per gli orfani e i giovani di Torino aiutandoli a studiare, a trovare un lavoro, ma soprattutto a guidare le loro anime verso il Paradiso, aiutandoli a camminare dietro a Gesù con la comunione e la confessione frequente e la recita del Rosario fondamentale per sconfiggere le tentazioni del demonio.
Il frutto più alto dell’apostolato tra i giovani di San Giovanni Bosco fu San Domenico Savio che seguì perfettamente i suoi insegnamenti e a 15 anni ricevette la beatitudine del Paradiso.
Siamo andati a visitare la Madonna di Oropa dove d’estate il nostro beato Pier Giorgio passava le vacanze. Rassomiglia alla nostra Madonna di Loreto per il colore scuro del suo volto e il nostro beato da Pollone la raggiungeva per pregarla o a cavallo o a piedi.
Siccome Pollone è in provincia di Biella, siamo andati a salutare nel cimitero del paese dove riposa, la nostra cara amica missionaria Camilla Vitali che ha voluto tanto bene alla nostra Compagnia e ai nostri bambini. Abbiamo trascorso stupendi momenti insieme a Casa San Francesco di Paola e Camilla rimarrà sempre nel nostro cuore.
Il pellegrinaggio si è concluso il 30 dicembre a Brescello, dove siamo andati a visitare i luoghi dove sono stati girati i 5 film dedicati a don Camillo e Peppone in quanto spesso ci piace leggere i racconti del “Mondo Piccolo” di Giovanni Guareschi.
Ringrazio dal profondo del cuore il Signore che mi ha fatto vivere queste intense giornate natalizie con la mia famiglia e i miei più cari amici. Questo pellegrinaggio mi può aiutare a trascorrere meglio questo 2019, andando con gioia e con fiducia dietro a Gesù, sapendo che questa strada l’hanno percorsa prima i Santi, ma ora io posso seguirla con la mia famiglia e con i miei cari amici Tipi Loschi per giungere insieme in Paradiso.
È l’augurio che faccio a tutti voi.

Mario Vagnoni

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