Il Vescovo Carlo incontra i soci dell’UCID e dell’AMCI

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 15 dicembre, presso la Cappella dell’Asilo Merlini, il Vescovo Carlo Bresciani ha celebrato la Santa Messa della Domenica Gaudete per i membri dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti e dell’Associazione Medici Cattolici.

Il Vescovo Carlo ha innanzitutto evidenziato due aspetti che emergono dalla Liturgia della Parola del giorno: la gioia e l’invito a non scoraggiarsi. Infatti il cristiano è l’uomo della gioia perché vive nella certezza che Dio è presente in ogni circostanza della vita e questo fa in modo che non gli manchi il coraggio di affrontare anche le situazioni più difficili.

Il Natale che stiamo per celebrare, ha proseguito il Vescovo Carlo, ci richiama esattamente queste due dimensioni: non solo Gesù è venuto storicamente più di 2000 anni fa, ma viene continuamente in mezzo a noi, non a toglierci dalle difficoltà, ma a darci continuamente la forza per affrontarle. Anche nella nostra comunità ecclesiale a volte abbiamo la tendenza a scoraggiarci, perché le cose non sono come nel passato, perché i fedeli sono numericamente di meno: è proprio in questi momenti che dobbiamo fare memoria di Lui presente e all’opera.

In questa prospettiva, ha continuato il Carlo, si inserisce la domanda che le folle rivolgono ripetutamente a Giovanni Battista: “Che cosa dobbiamo fare?”. C’erano davanti al Precursore le varie categorie sociali del tempo, come oggi ci siete voi medici e voi imprenditori, e ad ognuna egli offre una risposta.

In prima battuta San Giovanni dice: “Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”. Non dobbiamo pensare di essere soli, ma dobbiamo tenere in considerazione che oltre a noi ci sono persone che hanno i nostri stessi bisogni. Dunque per accogliere Cristo abbiamo bisogno di deconcentrarci.

Poi ai pubblicani dice: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”. Anche noi dobbiamo accontentarci di quanto ci spetta e non desiderare di più di quanto legittimamente ci spetta, in altre parole, come ci ricorda spesso Papa Francesco, non dobbiamo essere corrotti come quei pubblicani che, riscuotendo le tasse per i romani, trattenevano dei denari per loro stessi.

Infine ai soldati dice: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe”. Non dobbiamo usare la nostra forza o il potere che ci viene affidato per imporci sugli altri, alterando i rapporti sociali. Le risposte che il Battista offre possiamo applicarle anche nella nostra famiglia, nella nostra professione e nella società.

Al termine della Santa Messa hanno avuto un momento di convivialità all’interno dei locali dell’Asilo.

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