Golden Globe 2019 tra cinema e serie tv

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Massimo Giraldi e Sergio Perugini

I giochi sono cominciati. Con l’arrivo delle nomination dei Golden Globe – la consegna dei premi avverrà il prossimo 6 gennaio 2019 –, si entra nel vivo dei premi più importanti e seguiti a livello mondiale per l’industria del cinema e dell’audiovisivo. La cerimonia di premiazione è considerato l’anticamera delle scelte dei giurati degli Academy Awards, gli Oscar. La Hollywood Foreign Press Association ha messo in evidenza i migliori film e serie televisive in programmazione nel 2018. Ecco il punto del Sir e della Commissione nazionale valutazione film Cei.

Cinema, i titoli più nominati. I film che hanno raccolto il maggior numero di candidature sono “Vice. L’uomo nell’ombra” di Adam McKay, il biopic sul politico ed ex vicepresidente Usa Dick Cheney, che concorre per miglior film, regia, interpreti (Christian Bale), sceneggiatura, per un totale di 6 nomination.
Seguono con 5 candidature “The Favourite” di Yorgos Lanthimos, che alla Mostra del Cinema di Venezia ha ottenuto il Gran premio della Giuria e la Coppa Volpi per la miglior attrice Olivia Colman, il mélo musicale “A Star is Born”, esordio alla regia di Bradley Cooper, che lancia ufficialmente al cinema come interprete la cantante Lady Gaga; tra le candidature del film c’è la miglior canzone “Shallow”.
Con 4 nomination arriva poi l’onda positiva targata Disney, “Il ritorno di Mary Poppins”, riuscito sequel firmato dal veterano Rob Marshall (suo è “Chicago”) e con la convincente interpretazione dell’attrice Emily Blunt, che raccoglie il testimone (difficilissimo) da Julie Andrews.

Molte candidature per i film sulla questione razziale. Non possiamo non notare la nutrita presenza di opere che affrontano apertamente tematiche sociali e in particolare discriminazioni razziali, soprattutto verso la comunità afroamericana negli Stati Uniti. Una ferita mai del tutto rimarginata. Parliamo anzitutto di “Green Book” di Peter Farrelly, che ottiene 5 nomination, tra cui miglior film, regia e interpreti, Viggo Mortensen e Mahershala Ali: la storia di un’amicizia tra un autista bianco e un musicista di colore nell’America di inizio anni ’60.
Ancora, il racconto del clima di violenza nelle strade americane degli anni ’70 in “BlacKkKlansman” di Spike Lee, con 4 candidature, nonché il kolossal della Marvel “Black Panter”, tra i maggiori successi della stagione, con 3 nomination alla pari con “Se la strada potesse parlare” di Barry Jenkins, che punta a un secondo trionfo dopo “Moonlight”.

Nessun film italiano in corsa, ma merito ai nostri Festival. Osservato speciale è “Roma” di Alfonso Cuarón, con 3 nomination di peso: miglior regia, sceneggiatura e film straniero (in lingua spagnola). Vincitore del Leone d’oro alla 75a Mostra del Cinema di Venezia – così come del premio cattolico Signis –, il film “Roma” aveva destato inizialmente alcune polemiche perché prodotto da Netflix e dunque destinato alla piattaforma; uscito poi in sala per un breve periodo è potuto rientrato nella corsa dei premi più importanti del settore. Il film, in uno splendido bianco e nero, racconta il Messico di inizio anni ’70 attraverso gli occhi di una tata presso una famiglia borghese, quella del regista Cuarón; un potente e poetico affresco sociale, familiare.
E con “Roma”, “The Favourite”, “A Star is Born”, “At Eternity’s Gate” (Willem Dafoe corre per miglior attore) e “First Man” (film di Damien Chazelle, con 2 nomination) il festival di Venezia si conferma una sentinella importante nella lettura delle tendenze cinematografiche internazionali. Un risultato certamente gratificante per il direttore artistico Alberto Barbera. Va riconosciuto, inoltre, merito anche al direttore della Festa del Cinema di Roma, Antonio Monda, che ha selezionato per la manifestazione capitolina “Green Book”, “Se la strada potesse parlare”, il biopic su Marie Colvin “A Private War” (2 nomination, tra cui Rosamund Pike come miglior attrice), l’addio alle scene di Robert Redford con “The Old Man & the Gun” (in lizza per la categoria miglior attore). Infine, “Beautiful Boy” e “Stan & Ollie”, che regalano nomination agli interpreti Timothée Chalamet e John C. Reilly.
Si registra con rammarico l’assenza di titoli italiani nella categoria miglior film straniero. Si puntava tutto su “Dogman” di Matteo Garrone. Speriamo ora negli Oscar.

Serie tv, la “gara” è tra Fox, Hbo ma anche Amazon e Netflix. C’è grande attenzione per il piccolo schermo, per le serie tv. Tra i produttori maggiormente nominati troviamo gli immancabili Hbo e Fox, tallonati dalle piattaforme Netflix e Amazon Prime Video; ennesimo segnale di cambiamento nelle modalità di produzione, distribuzione e fruizione. Tra i titoli di maggior richiamo spiccano in primis il crime “The Assassination of Gianni Versace” prodotta da Fox con 4 candidature, tra cui quella per Penélope Cruz nei panni di Donatella Versace.
Seguono il thriller “Homecoming” con Julia Roberts targato Prime con 3 candidature, “The Marvelous Mrs. Maisel”, sempre di Prime, con 3 nomination – la serie è fresca di 5 Emmy –, il thriller “Sharp Objects” di Jean-Marc Vallée e con Emy Adams per Hbo, ancora con 3 candidature. Infine, la serie “Bodyguard” prodotta da Netflix con 2 nomination, tra cui quella di miglior interprete per Richard Madden, già star di “Game of Thrones” e “I Medici”. Grazie

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