Argentina: emergenza minori

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Di fronte all’attuale scenario di recessione, “ci si può aspettare solo un aumento della disoccupazione, dei lavori di sussistenza e della precarietà lavorativa e, di conseguenza, delle diseguaglianze strutturali che colpiscono il mercato del lavoro, con effetti diretti sulla povertà”. Lo scrive l’Osservatorio del disagio sociale, nato in seno all’Università cattolica argentina, nel presentare in una serie di report riuniti nella pubblicazione “Stagnazione strutturale, povertà croniche e diseguaglianze sociali nell’Argentina urbana (2010-1018)”, dedicata alla presentazione dei dati sull’andamento economico e sui livelli di povertà relativi al terzo trimestre 2018. Lo studio riporta un livello di indigenza del 4,2% delle famiglie e del 6,1% delle persone. Ci si aspettava cifre ancora maggiori, ma si tratta comunque dei valori più alti registrati a partire dal 2010. In aumento anche i dati sulla carenza alimentare. Il 6% delle famiglie è colpita dall’emergenza in modo severo (7,9%) in aree urbane, mentre la carenza alimentare ai vari livelli si assesta al 16,4% delle famiglie a livello urbano. Un particolare allarme viene dedicato ai minori. “I dati – riporta l’Osservatorio – evidenziano la persistente infantilizzazione della povertà nell’Argentina urbana. Nel terzo trimestre del 2018, si stima che il 46,3% dei bambini e adolescenti, tra i 0 e i 17 anni, vivano in famiglie povere. Di questi, l’8,1% si trova in situazione di vera e propria indigenza.
La sfida per i prossimi mesi, secondo l’Osservatorio, è soprattutto quella di riattivare il mercato interno e di migliorare la produttività delle micro-imprese.

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