Vescovo Bresciani: “L’Avvento ci ricorda come Dio ha reagito al peccato dell’uomo che lo ha rifiutato”

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Pubblichiamo il messaggio del Vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, Mons. Carlo Bresciani, per l’Avvento.

Carissimo,
Ricomincia un anno liturgico che, come sempre, ci mette di fronte al mistero di Dio che si rende vicino a ciascuno di noi.

L’Avvento ci ricorda come Dio ha reagito al peccato dell’uomo che lo ha rifiutato: costruendo passo dopo passo un ponte che potesse ricongiungere noi a Lui.
L’umanità, troppo sicura di se stessa e dei suoi mezzi umani, ritenendo che bastasse possedere la terra promessa, aveva di fatto rifiutato di ascoltare la sua parola, ritenendo di poter fare a meno di Lui, facendo da sola. Dio, dopo aver mandato i profeti, inascoltati, prende direttamente l’iniziativa e attraverso la collaborazione di due donne -Elisabetta e Maria- e di due uomini -Zaccaria e Giuseppe- prepara i mattoni fondamentali per la costruzione di un ponte non più distruggibile tra Lui e l’umanità: questo ponte è Gesù che nel Natale è stato mandato a noi.

Dio, ferito dal rifiuto umano, avrebbe potuto chiudersi in se stesso non cercando più di ricostruire la relazione che l’essere umano aveva distrutto: ma non sarebbe stato Dio. Dio è Dio, perché prende Lui l’iniziativa, perché non chiude mai definitivamente le porte a chi lo rifiuta, perché cerca tutti i modi, anche i più impensabili umanamente, per ricostruire ciò che l’essere umano ha distrutto scavando fossati e valli che sembrano invalicabili.

Dio però non fa da solo,

chiede la collaborazione di buone persone disponibili: la chiede a Maria e a Giuseppe, la chiede a Zaccaria ed Elisabetta, la chiede a Giovanni, il Battista. In modo analogo la chiede a ciascuno di noi.

Carissimo, ecco il nostro Avvento: vogliamo aiutare Dio e collaborare con Lui a costruire un ponte? Egli vuole costruirlo verso di me, di te, tra noi e nel modo di oggi! Vuoi come Maria dire il tuo sì al suo invito?

C’è un modo molto semplice di farlo: incomincia a costruire un ponte di amicizia e di aiuto verso coloro che hai più vicino. Come fa Dio, lascia anche tu da parte eventuali rancori e risentimenti e incomincia a vedere nell’altro quello che anche Dio vede: un figlio, un fratello, uno bisognoso di affetto e di tenerezza nonostante i suoi errori e i suoi peccati. Scambia qualche parola non di convenienza con lui (forse anche solo un saluto diverso e più sincero), offrigli qualche sorriso e, se non puoi, fagli almeno una telefonata. Piccoli ponti forse, che ti costano anche. Pensa allora a quanto costa a Dio gettare un ponte verso di te: farsi piccolo, indifeso e mettersi nelle nostre mani.

Prepara in questo modo la tua confessione natalizia con la quale potrai preparare una sponda sicura al ponte che Dio nel Natale vuol gettare verso di te. Poi su quel ponte sarai pronto a salire, ma pensa che non dovrai farlo da solo, ma con coloro che sono con te e con i quali hai ristabilito ponti forse da lungo tempo interrotti.

E allora sarà la pace, quella vera di un cuore pacificato con Dio e con gli altri. Sarà veramente Natale: un rinascere nello spirito e un riprendere a camminare sul ponte della vera vita.

 

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