Papa Francesco negli Emirati Arabi

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Daniele Rocchi

“Accogliendo l’invito di Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Príncipe ereditario di Abu Dhabi”, il Papa visiterà Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), dal 3 al 5 febbraio 2019, per partecipare all’Incontro interreligioso internazionale sulla fratellanza umana”. L’annuncio del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, è arrivato oggi con tutta la sua portata storica. Si tratta, infatti, della prima visita in assoluto di un Pontefice nella penisola arabica.

Cristiani in crescita. Un fattore subito messo in evidenza da mons. Paul Hinder, frate cappuccino di origini svizzere, vescovo del Vicariato dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen) commentando la notizia dalla sua sede di Abu Dhabi. “Si tratta di

un passo importante nel dialogo tra musulmani e cristiani

e un contributo alla comprensione reciproca e alla pace in Medio Oriente” ha aggiunto il vescovo che da tempo aveva invitato il Papa negli Emirati Arabi Uniti. Ora l’annuncio tanto atteso per la comunità del Vicariato che, stando alle cifre riportate sul proprio sito (datate 31/12/2017) è composta da 998,550 fedeli cattolici, suddivisi in 16 parrocchie e assistiti da 18 preti diocesani, 49 sacerdoti appartenenti a Istituti religiosi, 1 diacono permanente, 1 religioso professo e 50 religiose. Come più volte affermato da mons. Hinder, i cristiani sono tutti lavoratori immigrati e il loro numero è in crescita costante. Sono impiegati nell’edilizia, nel lavoro domestico ma anche nelle scuole e nei servizi. Provengono da oltre 100 paesi ma in particolare da Asia, India e Filippine, poi da Africa, Europa e Usa. Non mancano fedeli di lingua araba, arrivati da Giordania, Libano e Siria.

Programma in definizione. Il programma della visita non è stato ancora reso noto – lo sarà prima di Natale – e l’unica cosa certa, confermata dallo stesso presule, è che

“il 5 febbraio mattina Papa Francesco celebrerà una messa in un luogo pubblico ad Abu Dhabi” messo a disposizione dal governo degli Emirati Arabi Uniti. “Un gesto molto apprezzato” da mons Hinder che non manca di invitare i fedeli del Vicariato “a pregare perché la visita sia un evento spirituale di approfondimento della nostra fede e per i governanti di questo paese che hanno reso possibile la visita”.

“Perché tutto vada secondo i piani e senza intoppi” il vescovo ha ribadito tutta la sua collaborazione con le autorità locali. A riguardo ha anche rivelato che “si sta lavorando per fare in modo che il maggior numero di fedeli possa partecipare a questo evento storico”.

Tema, logo e sito ufficiale. Resi noti anche il tema e il logo della visita: il primo è tratto dalla Preghiera Semplice di san Francesco, “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace” e il secondo mostra una colomba, bianca contornata di giallo, con un ramoscello d’ulivo. I colori della bandiera degli Emirati Arabi Uniti sono incorporati all’ala della colomba, simbolo della visita del Papa nel Paese come araldo di pace. A breve sarà lanciato anche il sito ufficiale del viaggio www.uaepapalvisit.org. Per preparare l’arrivo del Papa, ha concluso mons. Hinder, “in tutte le messe sarà inserita una preghiera per il successo e la riuscita spirituale dell’evento”.

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