Card. Sandri ai seminaristi, “non importa il numero ma la qualità della testimonianza”

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“La vostra vocazione non deve mai essere pensata come la realizzazione di un sogno personale, e anche qualora siamo entrati in seminario spinti da questa intuizione, sappiate che il sogno personale di ciascuno deve confrontarsi attraverso la figura dei formatori con il sogno di Dio e il sogno della Chiesa”.

Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, incontrando a Gerusalemme, i seminaristi di Terra Santa. “Non importa il numero e quanti siamo – ha aggiunto il porporato -, ma la qualità della testimonianza che siamo in grado di offrire: questa regione ha già tanti problemi, la Chiesa e i suoi ministri vogliono contribuire al bene di tutti coloro che vi abitano, non aumentare i problemi e le fatiche”. Poi, il card. Sandri ha evidenziato l’importanza di una logica di servizio. “Il nostro sogno non sarà mai un sogno di risalita di gradini e onori, ma il chinarsi progressivamente in una vita che si riassume nel gesto di Cristo, che anticipa nel gesto della lavanda dei piedi nell’ultima Cena quella consegna definitiva di sé che si compirà sulla Croce: anche la vostra scala sia la scala della discesa e del servizio”. Infine, una rassicurazione. “Nel cammino non siamo soli, possiamo contare in modo valido sulle persone che la Chiesa ha scelto per accompagnare i passi della nostra formazione”.

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