Diocesi, ingegnere Carosi: “Pronto il piano di riapertura delle chiese danneggiate dal terremoto”

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DIOCESI – Dopo la riapertura della chiesa di San Giuseppe e di quella della Madonna della Marina, cattedrale della nostra diocesi, è in programma la riapertura di altri edifici di culto che sono stati colpiti dai tristemente noti eventi sismici e che pertanto hanno necessitato di interventi di restauro. Per conoscere meglio la situazione, abbiamo contattato colui che ha supervisionato i cantieri in questi mesi, l’ing. Piergiorgio Carosi.

Quali chiese saranno riaperte al pubblico nelle prossime settimane e quanto è costato l’intervento di consolidamento e ripristino?

Nel mese di dicembre saranno riaperte diverse chiese. Il 1 Dicembre sarà riaperta la chiesa di San Francesco di Force, seguiranno poi la chiesa di Santa Maria Assunta di Cossignano l’8 e la chiesa di San Lorenzo di Rotella il 16 Dicembre. Per ognuna di queste chiese la spesa è stata di circa 240.000/250.000 €. La concattedrale dei Santi Gregorio e Niccolò di Ripatransone sarà riaperta il 10 Dicembre in occasione della festa e in questo caso sono stati necessari più di 300.000 €. La chiesa invece di San Niccolò a Monteprandone riaprirà il 23 Dicembre all’antivigilia del Santo Natale e l’importo è stato inferiore, aggirandosi attorno ai 180.000 €. Nel comune di Montemonaco contiamo invece di riaprire,sempre entro il mese di Dicembre, data da definirsi, la bellissima chiesa di San Biagio ad Isola, dove si è ricostruita ex novo, ricatalogando tutti i materiali, l’intera vela campanaria, completamente distrutta dal terremoto e nei primi mesi del 2019 la chiesa di San Benedetto Abate .
Nello stesso periodo contiamo di riaprire anche la chiesa di San Lucia a Porchia di Montalto, gravemente lesionata dai noti eventi sismici. Per quanto riguarda il territorio diocesano che insiste sulla regione Abruzzo, abbiamo appena aperto il cantiere di Civitella, mentre dobbiamo ancora iniziare i lavori a Colonnella.

Gli interventi sono stati conservativi o hanno innovato qualcosa come nel caso della Madonna della Marina?

No, per le altre chiese si è trattato solo di lavori di consolidamento e di ripristino, ma comunque importanti e delicati, per cui ringraziamo tutti i tecnici e tutte le imprese appaltatrici che ci hanno permesso di concludere i lavori appaltati in tempo record rispetto alle altre realtà alle prese con i lavori della ricostruzione!

Quale chiesa ha richiesto maggior lavoro a causa dei danni causati dal terremoto?

Tutte le chiese hanno richiesto un lavoro significativo, ma fra esse la più danneggiata ed anche la più grande (ad eccezione chiaramente della Madonna della Marina) è stata la concattedrale di Ripatransone per cui è stato necessario un lavoro di consolidamento e rinforzo strutturale sia delle colonne principali che degli archi portanti seriamente lesionati che anche per campanile anch’esso gravemente compromesso.

Da dove provengono i fondi per gli interventi di restauro?

Dallo Stato ossia dal commissario straordinario per la Ricostruzione post sisma sotto la super visione del ministero dei beni culturali. Nel caso della Cattedrale della Marina c’è stata anche una corposa collaborazione alle spese da parte della Diocesi

One thought on “Diocesi, ingegnere Carosi: “Pronto il piano di riapertura delle chiese danneggiate dal terremoto”

  • 15 novembre 2018 at 08:16
    Permalink

    E la chiesa SS Annunziata a Porto D Ascoli?

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