Vescovo Bresciani: “Quali modelli noi adulti presentiamo ai giovani?”

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DIOCESI – Pubblichiamo la riflessione del Vescovo della diocesi di San Benedetto – Ripatransone – Montalto sul mondo giovanile.
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Innanzitutto, mi pare molto importate che si riflettasulla situazione giovanile, andando oltre i luoghi comuni di chi li difende o di chi li accusa, magari a spada tratta. Sento questo in sintonia con il Sinodo sui giovani che la Chiesa che si è appena concluso in San Pietro.
Quello che io vedo nei giovani è una grande solitudine e molta confusione e ciò non mi meraviglia: pochi li ascoltano davvero e spesso non trovano chi li ascolta neppure in famiglia.
Non li vedo peggiori dei cosiddetti ‘giovani di una volta’; sono giovani che cercano la loro strada nella vita, a volte a tentoni, dentro un mondo che dà loro pochi esempi di coerenza etica e civica (ma sono poi così separate?).
Li vedo certo meno interessati ad una frequenza alla Chiesa (messa, ….) e me ne dispiace, ma li vedo anche assetati di valori in grado di dare senso alla loro vita e per questo sono critici di una cultura troppo materialista e incoerente, della quale poi si lasciano magari anche catturare.
Hanno bisogno di modelli credibili (basta vedere l’attaccamento ai loro fans): ma quali modelli noi adulti presentiamo loro? Non basta dare loro benessere materiale: lascia comunque un vuoto che cercano di riempire a modo loro, anche sbagliando.
Credo che ci sia bisogno di recuperare a loro favore una alleanza educativa tra famiglia, società, scuola, istituzioni e Chiesa, non per imporre, ma per offrire un contesto maggiormente adeguato ad inserirli nella vita adulta, guidandoli gradualmente ad assumere le loro responsabilità.
Sono giovani ricchi di ideali (talora un po’ idealisti) e non privi di generosità se coinvolti: ma noi adulti sappiamo dare loro fiducia, stima e il dovuto sostegno anche con i necessari no educativi? Educare non significa né lasciar fare, né solo imporre, ma proporre e guidare, con tanta comprensione, dentro la vita con le sue gioie e le sue fatiche, le sue ricchezze e le sue povertà: l’unica reale.
+ Carlo Bresciani

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