Sinodo, solo uniti realizzeremo i miracoli capaci di rivoluzionare il mondo!

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Federica Ancona

Suore buddiste e cristiane in dialogo: “La nostra lingua è l’amore”. Questo è il titolo di un articolo uscito ieri su Vatican News che ha catturato subito la mia attenzione. Molte volte in Comunità mi sono trovata a dialogare condei ragazzi accolti lontani dalla fede o addirittura appartenenti ad altre religioni. Per noi ciò che conta è il bene della persona al di là di quello che crede. La mia esperienza mi ha fatto vedere come ci sia un linguaggio comune che ci unisce: l’amore, quello vero, quello concreto, disposto a dare la vita per il prossimo che bussa alla porta del nostro “oggi”.

In questo mese di permanenza a Roma, ho avuto l’occasione di fare amicizia con Cherylanne Menezes, una focolarina proveniente dall’India. Ho voluto spendere un po’ di tempo con lei perché ero desiderosa di conoscere il Carisma del Focolare da chi lo cerca di vivere quotidianamente.

Cherylanne, come giovane ragazza, cosa suggeriresti agli altri tuoi coetanei come segreto per un mondo più unito, partendo dall’esperienza dal tuo Carisma?

Federica, innanzitutto vorrei dirti che è bello sapere che anche voi a Nuovi Orizzonti accogliete veramente tutti in comunità, senza badare alla religione. Per quanto riguarda la specificità del Carisma del Focolare io direi è centrata sull’amore. L’amore è un linguaggio universale che non riguarda né le religioni né le appartenenze. Le persone di diverse culture e religioni sono tutte sensibili all’amore.

Tutto è basato sull’amore e sapere che noi siamo prima di tutto fratelli e sorelle dello stesso Dio, ci fa accogliere l’un l’altro.

Partendo da questo legame, si scoprono tutte le cose che abbiamo in comune, anche se espresse diversamente. Pensiamo ad esempio alla “regola d’oro”: sono cose su cui possiamo puntare e che possiamo cercare di vivere. La centralità dell’amore è dunque fondamentale.

Se anche per voi l’amore ha un ruolo centrale, come concretizzarlo nel qui ed ora?

Il nostro Carisma vuole aiutare Gesù nel suo sogno: «Che tutti siano uno». Innanzitutto bisogna riconoscere cheesistono delle spaccature. Dobbiamo essere pronti a restare in queste spaccature e riempirle d’amore. L’arte d’amare è pertanto un aiuto molto concreto che per noi ciò si traduce nel “farsi uno” ed essere i primi ad amare. Sono quegli strumenti che vengono dal Vangelo e che ci aiutano ad andare oltre noi stessi per essere attenti al desiderio dell’altro, anche quando non lo esprime a parole.

L’amore arriva prima.

L’arte d’amare, se è vissuta e condivisa, è pertanto un grande strumento per creare rapporti di fraternità e amore con chiunque. Anche per Nuovi Orizzonti so che l’arte di amare è fondamentale. Personalmente quest’ultima è stata una pedagogia che mi ha fatto superare le divisioni, creando ponti e realizzando unioni, cominciando anche dalla mia famiglia.

Quali sono i punti concreti con cui voi cercate di rivoluzionare il mondo attuale?

Essere i primi ad amare, amare anche i nemici; amare concretamente, “farsi uno” con l’altro, amarsi reciprocamente. Riconoscere, come lo fate anche voi, il volto di Gesù abbandonato in ogni sofferenza e dolore, poiché in queste spaccature è mancato proprio l’amore.Dobbiamo essere lì a riconoscerLo nelle diverse espressioni che Lui ci presenta, correndo in ogni dolore per poterLo abbracciare. Chiara Lubich ci ha detto più volte quali sono le due facce della stessa medaglia: l’unità e l’amore a Gesù abbandonato.

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