Papa Francesco: La fedeltà è uno stile di vita

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M.Michela Nicolais

“Nessun rapporto umano è autentico senza fedeltà e lealtà”. Ne è convinto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi – dedicata al sesto comandamento, “Non commettere adulterio” e pronunciata davanti a 20mila persone – ha parlato di fedeltà a tutto tondo, non come caratteristica esclusiva del matrimonio, al quale i fidanzati devono prepararsi attraverso “un vero catecumenato”, e non con pochi incontri in parrocchia. Perché la fedeltà, come il matrimonio, non si improvvisa.

“L’essere umano ha bisogno di essere amato senza condizioni, e chi non riceve questa accoglienza porta in sé una certa incompletezza, spesso senza saperlo”, l’analisi del Papa, che mette in guardia dal rischio di “riempire questo vuoto con dei surrogati, accettando compromessi e mediocrità che dell’amore hanno solo un vago sapore”. Il rischio è quello di chiamare “amore” delle relazioni acerbe e immature, “con l’illusione di trovare luce di vita in qualcosa che, nel migliore dei casi, ne è solo un riflesso”, specifica Francesco: “Così avviene di sopravvalutare l’attrazione fisica, che in sé è un dono di Dio ma è finalizzata a preparare la strada a un rapporto autentico e fedele con la persona”.

Poi la citazione di San Giovanni Paolo II, che nelle sue catechesi sul corpo spiegava come l’essere umano “è chiamato alla piena e matura spontaneità dei rapporti”, che “è il graduale frutto del discernimento degli impulsi del proprio cuore. È qualcosa che si conquista, dal momento che ogni essere umano deve con perseveranza e coerenza imparare che cosa è il significato del corpo”.

“La chiamata alla vita coniugale richiede un accurato discernimento sulla qualità del rapporto e un tempo di fidanzamento per verificarla”. Nella parte centrale dell’udienza, il Papa parla a braccio della necessità di “un vero catecumenato” per il matrimonio, “perché si gioca tutta la vita con l’amore, e con l’amore non si gioca”.

“Non si può dire ‘preparazione al matrimonio’ per tre o quattro conferenze tenute in parrocchia”, il monito ancora a braccio: “Questa non è preparazione, è finta preparazione, e la responsabilità di chi fa queste cose ricade su di lui, sul parroco, sul vescovo che fa queste cose”.

I futuri sposi “non possono promettersi fedeltà ‘nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia’, e di amarsi e onorarsi tutti i giorni della loro vita, solo sulla base della buona volontà o della speranza che la cosa funzioni”: ci vuole tempo, perché il matrimonio non è un atto formale, è un sacramento, e si deve preparare con un vero catecumenato. “La fedeltà è un modo di essere, uno stile di vita”, conclude Francesco declinando questa parola a 360 gradi: “Si lavora con lealtà, si parla con sincerità, si resta fedeli alla verità nei propri pensieri, nelle proprie azioni. Una vita intessuta di fedeltà si esprime in tutte le dimensioni e porta ad essere uomini e donne fedeli e affidabili in ogni circostanza”. Ma per arrivare ad una vita così bella non basta la nostra natura umana, la nostra fedeltà: “Occorre che la fedeltà di Dio entri nella nostra esistenza”.

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