Brasile: vescovi su ballottaggio, “deporre le armi dell’odio e della vendetta

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Un invito al voto in coscienza. La Chiesa brasiliana non dà “indicazioni” di voto per i ballottaggi di domenica prossima delle presidenziali (si confrontano il candidato di destra Jair Bolsonaro, forte del 46% del primo turno, e il candidato della sinistra Fernando Haddad, chiamato a risalire dal 28%) e, in alcuni Stati, della Repubblica federale, ma questo non significa che rinuncerà a far sentire la sua voce sulle questioni politiche, economiche e sociali del Paese. Lo scrive in una nota la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), al termine di due giorni di lavori del Consiglio episcopale pastorale (Consep), a Brasilia. La nota, in assenza del presidente, il card. Sergio da Rocha, relatore al Sinodo dei vescovi, è firmata dal presidente facente funzioni, dom Murilo Krieger, arcivescovo di San Salvador de Bahia, dal vicepresidente facente funzioni, dom Guilherme Antônio Werlang, vescovo di Lajes, e dal segretario generale, dom Leonardo Ulrich Steiner. Nel comunicato, appena ricevuto dal Sir, si mette in evidenza che “le elezioni sono un’occasione per l’esercizio della democrazia, la quale richiede candidati e progetti che puntino alla costruzione di una società in cui regnino la giustizia e la pace sociale”. Spetta poi alla popolazione “giudicare, nella libertà della propria coscienza, il progetto che risponde meglio ai principi del bene comune, alla dignità della persona umana, alla lotta all’evasione e alla corruzione, al rispetto delle Istituzioni dello stato di diritto democratico e all’osservanza della Costituzione federale”. Al tempo stesso, “nella missione di pastori e profeti, noi, come vescovi cattolici, assumiamo posizioni pastorali che riguardano questioni sociali, economiche e politiche, non per ideologia, ma per l’esigenza del Vangelo che ci ordina di amare e servire tutti, e preferibilmente i poveri”. La Cnbb ribadisce “il proprio impegno, soprattutto attraverso il dialogo, a collaborare alla ricerca del bene comune con le istituzioni sociali e con coloro che, supportati dal voto popolare, saranno scelti per governare il Paese”. Conclude la nota: “Esortiamo a deporre le armi dell’odio e della vendetta, che hanno generato un clima di violenza, stimolato da notizie false, discorsi e posizioni radicali, che mettono a rischio le basi democratiche della società brasiliana. Ogni atteggiamento che inciti alla divisione, alla discriminazione, all’intolleranza e alla violenza deve essere superato. Cerchiamo dunque l’amore e la riconciliazione, e percorriamo la via della pace!”.

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