FOTO San Savino, la statua della Madonna è tornata nella nicchia

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DIOCESI – Scriveva San Giovanni Paolo II né “La Vera Devozione alla Madonna” che la devozione alla Santa Vergine è un mezzo privilegiato “per trovare Gesù Cristo perfettamente, per amarlo teneramente e servirlo fedelmente”.
Questo centrale desiderio di “amare teneramente” viene subito dilatato in un’ardente preghiera a Gesù, chiedendo la grazia di partecipare all’indicibile comunione d’amore che esiste tra Lui e sua Madre. Insieme alla Santa Vergine, con lo stesso cuore di madre, la Chiesa prega, spera e intercede per la salvezza di tutti gli uomini.
Domenica 21 ottobre nell’edicola tra via Collevecchio e la fattoria Merli, nel territorio di San Savino di Ripatransone, è stata inaugurata la “nuova” statua della Madonna di Loreto, opera in terracotta restaurata dall’artista Patrizio Moscardelli.
La statua, custodita fino ad domenica dalla famiglia Illuminati, è stata generosamente donata a beneficio dell’intera comunità, in seguito all’atto vandalico del 27 settembre scorso.

La statua della “Madonnina” porta con sé una storia interessante che gravita intorno ad un evento ben preciso, un atto di devozione, una testimonianza di Fede.
Negli anni’50 il Sig. Italo Illuminati subì un incidente a causa di una botte caduta sopra i suoi piedi. Lo sfortunato accaduto compromise seriamente la sua deambulazione. Le stampelle divennero inevitabili, il tempo passava e il sig. Italo non riusciva a lasciarle. Un giorno con la moglie si recò a Loreto e davanti alla Santa Casa avvertì l’esigenza di fare a meno delle proprie stampelle. Così fece, lasciando come pegno i suoi sostegni alla Vergine Lauretana, tornò a casa senza. Dopo l’episodio installò una statua della Vergine nel suo mulino, in segno di devozione e gratitudine.
Don Lanfranco Iachetti e l’intera comunità parrocchiale riunita per l’inizio dell’anno pastorale hanno vissuto con fede la benedizione della statua, opera pregevole che si aggiunge ad altre, ad arricchire l’attività dell’operosa comunità dell’entroterra diocesano.

Al termine della processione è stata letta da Don Lanfranco Iachetti la seguente preghiera:

Madonna di Loreto Signora della Casa
per molti anni sei stata compagna notturna di tanti, 
che nel mulino prima e, nel forno dopo, hai seguito
e accompagnato nell’arte di impastare il pane buono,
non solo per la gente di queste colline ma per tutto l’interland piceno.
Quante volte devi aver letto nel silenzio della notte,
negli occhi lucenti degli operai , la gioia che quel pane arrivasse
a sfamare il tormento di tanti e il suo aroma e la sua crosta
potesse sbriciolarsi su una tovaglia a quadretti di ogni casa
con il gusto di poterlo condividere…

Santa Maria donna del Pane
Chi sa quante volte all’interno della casa di Nazaret,
hai sperimentato pure tu la povertà della mensa ,
che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio.
Pane di sudore, il tuo che il tuo Gesù ancora impasta e sforna
per ogni uomo e donna della terra!
Accompagna quanti, passando il mattino presto,
chiedono il tuo patrocinio per il loro lavoro..
magari solo lanciandoti un bacio con una mano sul volante
o segnandosi con il segno della croce.
Sostieni i passi dei piccoli e dei giovani.
Sorridi a chi, avanti nell’ età,
vengono a piedi nel sole di mezzogiorno per
consegnarti un fiore di campo
e una preghiera.
Ti preghiamo, per chi fa fatica a sopravvivere.
Anche a loro arrivi il tuo pane!
Tra le nuvole bianche e l’azzurro del cielo,
rintraccia i “nostri angeli” e, con il tuo fare di Madre ,
baciali per noi!

Maria donna della strada
donna delle periferie,
ora più di prima continua a vigilare su di noi.
Accompagnaci sulla via..
impregnata dell’odore del forno,
perché alla puzza dell’asfalto, che rischia di cancellare le nostre orme,
dona il sapore della carità. Amen

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