Pena di morte: Impagliazzo “ognuno di noi può fare qualcosa per un mondo dove vinca la vita”

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“Essere contro la pena capitale” si traduce “in una vigilanza continua sulla società e su noi stessi”. Ognuno di noi “può fare qualcosa”. Ne è convinto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che oggi, Giornata mondiale contro la pena capitale, firma l’editoriale di Avvenire intitolato “Nessuno più dia morte”. Tema della ricorrenza, giunta alla sedicesima edizione, “la salvezza delle oltre ventimila persone condannate a morte in tutto il mondo, ma anche il miglioramento delle loro condizioni di detenzione”, spiega Impagliazzo. Se “l’abolizione della pena capitale si fa strada nel mondo” e se “il numero delle esecuzioni cala”, osserva, “tra le opinioni pubbliche e sui media il richiamo della barbarie esercita un richiamo non residuale, anzi a volte potente”. Di qui l’importanza della sensibilizzazione. Preziosa, afferma, “la netta presa di posizione di Papa Francesco, che ha modificato un articolo del Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2267), affermando, alla luce del Vangelo, ‘l’inammissibilità della pena di morte perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona’”. “Ma ognuno di noi – avverte Impagliazzo – può fare qualcosa, anche nei Paesi già abolizionisti. La sfida è svelenire un clima che chiede vendetta, più che giustizia; è dire ‘no’ a una cultura dello scarto e ‘sì’ a una cultura della riabilitazione. Si può – come già accade – mobilitarsi in difesa della vita dei condannati, riuscendo in alcuni casi a fermare l’esecuzione. Oppure si può tendere la mano alle migliaia di persone che sono nei bracci della morte, scrivendo loro lettere”, segno, come raccontano le centinaia di detenuti in contatto con i loro “amici di penna” di Sant’Egidio e di altre realtà di volontariato, “che qualcuno ha a cuore la tua vita”. Da Impagliazzo, infine, l’invito a “mettere in soffitta i troppi ingegnosi sistemi escogitati dall’uomo per mettere a morte il proprio simile e lavorare tutti per un mondo liberato dalla pena capitale, un mondo dove vinca la vita”.

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