P. Cesareo: “Essere cristiani significa comunicare e stare con la gente”

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Riccardo Benotti

Favorire l’incontro e le relazioni, non solo mediante l’interazione personale con gli autori attraverso i libri, ma anche tra le persone fisicamente presenti. È con questa idea che la Libreria editrice vaticana (Lev) ha allestito lo stand per la Fiera internazionale del libro, in programma a Francoforte da oggi al 15 ottobre. L’editrice, presente con uno spazio in condivisione con le Edizioni Musei Vaticani, porta in visione tutta la produzione editoriale dell’anno in corso e presenta agli editori i nuovi progetti editoriali, la cui uscita è prevista entro la fine dell’anno. Ne parliamo con padre Giulio Cesareo, responsabile editoriale della Lev.

Perché la scelta del “Credere è comunicare” come tema centrale dello stand espositivo?
La fede è un incontro di Dio con l’uomo, e degli uomini tra di loro. Questa è un chiave fondamentale del magistero di Francesco, la Chiesa come una comunità di persone. Non è una novità, ma è il punto su cui il Papa insiste con più forza. Pensiamo ad Amoris Laetitia o al Sinodo dei giovani: non sono altro che la volontà di mettere in pratica le indicazioni del Concilio di

una Chiesa che, anziché difendersi, vada incontro al mondo non preoccupandosi di se stessa ma di salvare gli uomini.

Per noi essere cristiani significa comunicare e stare con la gente.

Che aspettative dalla Fiera?
Favorire ulteriormente la nostra produzione intorno al magistero di Papa Francesco. In questo ultimo anno abbiamo avviato nuove collane e prodotto pubblicazioni che vogliono riflettere sul magistero: “Fede in Dialogo”, “Ispirazioni”, “Eis to bathos”, “Orizzonti”, “Il Nostro Tempo”, “Luce della Parola”, “Testimoni”, “Volti e Vita nello Spirito”. Penso anche all’ultimo libro, “Il Gps della disugualità” di Gino De Vecchis, presidente dell’Associazione insegnanti di geografia, in cui si riprende dal punto di vista geografico e sociologico il discorso dell’ingiustizia sociale nel mondo. Abbiamo fatto lo sforzo di approfondire, commentare e proporre le parole del Papa, e speriamo che i nostri partner internazionali colgano questo lavoro per aiutare la Chiesa di Francesco, che certe volte è contestato.

A Francoforte per vendere e comprare?
Sì, è nel nostro spirito. Vorrei trovare pubblicazioni significative e fresche per editarle a Roma.

La Lev è una realtà 2.0

che deve portare alla Chiesa e al mondo la parola del Santo Padre, ma anche portare a Roma ciò che di meglio viene prodotto nei quattro angoli del mondo. Proporre il pensiero di Francesco e dare risalto nella città che è al centro del cristianesimo di quanto si pensa altrove.

 

La Frankfurt Buchmesse è anche l’occasione per presentare a livello internazionale il nuovo logo della Lev.
Il logo deriva dall’ingresso nel Dicastero per la comunicazione, avvenuto il 1° gennaio 2018. La grafica è identica a quella degli altri enti, mentre il colore ocra chiaro ci caratterizza come editrice. Dice la nostra identità, all’interno di un Dicastero. Non siamo soli.

Abbiamo revisionato anche il piano editoriale, che è lo stesso del Dicastero, secondo quattro categorie: Papa, Vaticano, Chiesa e mondo.

Tutto è stato rivisto: logo, piano, catalogo. Si esprime così l’originalità all’interno di una comunicazione volta a far conoscere sempre meglio il pensiero del Papa.

È prevista anche una serata organizzata dalla casa editrice francese Bayard per favorire il reciproco sostegno tra i principali editori cattolici internazionali.
All’evento parteciperà anche mons. Dario E. Viganò, assessore del Dicastero. Verrà annunciato che il Dicastero sta organizzando un incontro per gli editori cattolici italiani a Roma il prossimo febbraio, per promuovere la collaborazione e una partnership corretta, riflettendo insieme su alcuni temi editoriali che ci caratterizzano come cattolici. E poi il Dicastero e la Lev stanno pensando a

un evento cattolico internazionale a Roma nel 2019, una piccola Francoforte.

Non solo idee, ma progetti concreti di collaborazione affinché la Lev sia una rete tra i vari editori cattolici. Per fare unità e poter essere più incisivi sul mercato.

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