Don Roberto Melone: “Sono stati 15 anni soprattutto di felicità”

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GROTTAMMARE – Nella serata di giovedì 4 ottobre la comunità parrocchiale Gran Madre di Dio di Grottammare si è stretta attorno al proprio parroco, Don Roberto Melone, in occasione del XV anniversario della propria ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 2003 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Gervasio Gestori. La Santa Messa è stata presieduta da Don Claudio Marchetti, rettore del Pontificio Seminario Regionale San Pio X, lo stesso nel quale, come ricordato durante l’omelia, don Roberto e don Claudio si sono formati in preparazione del sacerdozio. Hanno assistito al sacro rito i diaconi permanenti don Emanuele Imbrescia e don Lorenzo Capocasa. Don Roberto è diventato parroco della Gran Madre di Dio dal primo ottobre dell’anno scorso, dopo esserlo stato per diversi anni presso la parrocchia Madonna del Suffragio a San Benedetto e succedendo a don Andrea Spinozzi. Don Roberto è anche responsabile dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute. Al termine della celebrazione tutti i parrocchiani sono stati invitati nel cortile parrocchiale per un momento di gioia e condivisione.

Su questo periodo di servizio a Dio e alla Chiesa, Don Roberto ci ha detto: “Sono stati 15 anni soprattutto di felicità, anni che sono trascorsi in maniera intensa, nonostante le fatiche e le incomprensioni che si possono trovare nel cammino della vita di ognuno di noi. Durante questi 15 anni di ministero sacerdotale, ho potuto sperimentare la ricchezza di incontri e di persone con le quali ho potuto condividere la mia vita di prete. Da quando sono diventato parroco, ho visto realizzarsi le parole che pronunciamo durante la colletta della Messa per le vocazioni nella quale si dice che non deve mai mancare la docilità della comunità e la sollecitudine del pastore. Ed è stato proprio così: in questi 15 anni ho cercato di sollecitare le comunità che mi sono state affidate e allo stesso tempo mi sono fatto plasmare dalle persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e fratellanza”.

Si ringrazia per le foto il parrocchiano Nicola Rosetti.

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