Ripatransone, a tu per tu con Vincenzo Travaglini: “Tante avventure vissute, tanti aneddoti da raccontare”

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RIPATRANSONE – Il ripano Vincenzo Travaglini è appassionato di musica napoletana. Per conoscerlo meglio lo abbiamo intervistato

Quando è nata la sua passione per la musica napoletana?
La musica napoletana l’ho scoperta quando, ancora ragazzino, tra fine anni ’50 e inizio anni ’60, stavo imparando i primi accordi con la chitarra. Infatti le prime canzoni che cercai di riprodurre, accompagnandomi con la chitarra, erano proprio le canzoni di Peppino di Capri che in quel momento era uno dei cantanti emergenti. Lui stava riproponendo vecchie canzoni napoletane in veste più moderna e quelle canzoni fatte di chitarra e mandolino mi affascinarono immediatamente anche perché poi, insieme ai miei amici, Arnaldo, Pippo, Luigino, Silvino, Vittorio, Nando ecc. e forniti degli stessi strumenti caratteristici della canzone napoletana, chitarra e mandolino appunto,  incominciammo ad andare in giro a fare le serenate alle ragazze e agli sposi. Ad un certo punto il nostro gruppo era diventato talmente “famoso” che i “compari” degli sposi venivano a prenotarsi per le serenate. Tante avventure vissute, tanti aneddoti da raccontare ci sarebbero, ma ci vorrebbe un libro, sì, infatti li ho raccontati nel mio libro “La musica è nell’aria…basta prenderla”.

Qual è il suo brano preferito e perché?
Difficile scegliere nel vasto repertorio di canzoni napoletane la canzone che preferisco perché è un repertorio vastissimo costruito sui sentimenti più veri della gente comune, ricolmo di allegria, spensieratezza, romanticismo, malinconia, ironia. Sono tutte bellissime, quindi, e tutte hanno un qualcosa di particolare che le distingue dalle altre, ma quelle che ho voluto riprodurre e immettere sul mio canale youtube, “Tu can nun chiagne” e “I’ te vurrìa vasà”, sono sicuramente quelle a cui sono rimasto più legato perché sono state le prime che ho suonato e perché mi hanno accompagnato per tutto il periodo delle serenate durato una trentina d’anni. Ce n’è un’altra che mi piace particolarmente: “Era de Maggio” e, anche di questa, conto di farne un video al più presto.

In quali occasioni è più facile vederla esibirsi?
Attualmente oltre a curare, ormai da quindici anni, la realizzazione di progetti musicali per la Scuola Primaria di Ripatransone sono l’organizzatore del “Cantaragazzi”, una manifestazione canora, e non solo, sostenuta dall’Amministrazione Comunale, che ogni anno porta sul palcoscenico di P.zza XX Settembre una trentina di ragazzi, le loro canzoni, le loro paure, le loro emozioni e, alla fine, una immensa gioia e grande  soddisfazione. Vado ancora in giro a fare delle serate, delle feste di piazza, anche se devo dire che il peso degli anni e delle casse amplificate da montare, insieme al resto dell’attrezzatura, ha un poco rallentato questa attività. Comunque, un impegno fisso, che dura ormai da quattro anni, è il mio ruolo di animatore al Ristorante/Pizzeria “Lu Cucceló” a Ripatransone dove, ogni venerdì, c’è pianobar e Karaoke, una attività che mi dà molta soddisfazione perché c’è la partecipazione diretta della gente, caratteristica questa che ho cercato sempre di conseguire nella mia attività di musicista che dura ormai da 54 anni. Perciò è qui, a “Lu Cucceló”, che potete venire, ogni venerdì, per gustare piatti tipici, passare una piacevole serata, ascoltare il mio vastissimo repertorio di canzoni napoletane e non, cantare le vostre canzoni preferite

Alcune delle sue performance sono su youtube. Cosa pensa di questo connubio fra tradizione e innovazione tecnologica?
Certo che oggi è tutto molto più facile con la tecnologia moderna. Ricordo che quando muovevo i primi passi nella musica, andavo a vedere il Festival di S. Remo nella TV del Circolo ACLI. Durante la trasmissione cercavo di memorizzare al meglio almeno un paio di canzoni che mi erano piaciute maggiormente, aiutato anche dal fatto che allora le canzoni venivano interpretate da due artisti diversi, e non appena finita la trasmissione correvo immediatamente a casa e cercavo di riprodurle. “Ma che fa Vingè!? È mezzanotte, amó te mittu a senà?” mi diceva mia madre dal letto. Perciò la tecnologia di oggi è molto utile, indispensabile direi; ci aiuta a comporre musica, a realizzare audio che si avvicinano per qualità a quelli di una grande orchestra, ci aiuta a realizzare video su cui possiamo sbizzarrirci e con i quali possiamo quasi illuderci di essere dei grandi registi cinematografici. Poi la tecnologia ci aiuta a diffondere, a far conoscere, praticamente a tutto il mondo, i nostri lavori e le nostre passioni.

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