Il ciclo delle stagioni narra le grandi opere di Dio

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Oggi la Chiesa ricorda Zaccaria e Elisabetta, i genitori di San Giovanni Battista. Tale ricorrenza non ha particolare rilevanza nella Chiesa Cattolica, come invece accade nelle Chiese Ortodosse. Se si osserva bene infatti in questa data (come spiegheremo dopo) ebbero inizio le vicende del Nuovo Testamento, almeno stando alla narrazione dell’evangelista Luca. Narra infatti il terzo vangelo che in questo giorno l’angelo Gabriele apparve a Zaccaria nel Tempio di Gerusalemme e gli annunciò la nascita di un figlio. Siccome Zaccaria e sua moglie erano in età avanzata, il vecchio sacerdote non credette alle parole dell’angelo e rimase muto fino al compimento dei fatti annunciati da Gabriele (cfr. Lc 1,5-25). Si noti che la festa cade durante l’equinozio di autunno.

Proseguendo la lettura del vangelo di Luca ci imbattiamo nel celeberrimo brano dell’Annunciazione. Scrive infatti l’evangelista che sei mesi dopo lo stesso angelo si presentò a Nazareth al cospetto di Maria che credette e concepì Gesù (cfr. Lc 1,26-38). Siamo così arrivati al 25 marzo, in prossimità dell’equinozio di primavera: possiamo quindi dire che nel momento in cui la natura si risveglia nel grembo di Maria è sbocciato Gesù.

Se dal 23 settembre, giorno dell’annuncio a Zaccaria, contiamo nove mesi (il tempo normale del parto) arriviamo al 24 giugno, giorno nel quale la Chiesa celebra la solennità della nascita di San Giovanni Battista. Siamo a ridosso del solstizio d’estate, giorno in cui sono minime le ore di buio e massime quelle di luce. Ci piace immaginare che le prime rappresentino simbolicamente proprio il Battista, mentre le altre Gesù, quel sole di giustizia che, secondo le parole di Zaccaria, sarebbe dovuto sorgere (cfr. Lc 1,78). Alla luce di ciò possiamo anche comprendere, attraverso il ciclo della natura, le parole che proferirà il Battista proprio a riguardo di Gesù: “Egli deve crescere, mentre io invece diminuire” (Gv. 3,30).

Se invece dal 25 marzo, giorno dell’Annunciazione a Maria, contiamo 9 mesi, arriviamo al 25 dicembre, giorno di Natale. È da poco passato il solstizio di inverno e a partire da questo giorno piano piano le giornate iniziano a riallungarsi: è la vittoria della luce sulle tenebre.

Secondo tale ricostruzione, ogni 3 mesi, in coincidenza o prossimità con gli equinozi e i solstizi, abbiamo una ricorrenza legata agli albori del Nuovo Testamento. Ma queste date sono simboliche o potrebbero avere un riscontro storico, molto vicino alla realtà dei fatti? Lo studioso ebreo Shemarjahu Talmon ha focalizzato la sua attenzione su alcune parole del testo lucano e in particolare su Lc 1,5 e Lc 1,8-9 dove si dice che Zaccaria apparteneva alla classe di Abia e che vide l’angelo Gabriele mentre stava svolgendo il servizio liturgico della sua classe nel Tempio. Talmon, grazie alla comparazione con fonti extra bibliche, è riuscito a ricostruire i turni liturgici delle varie classi sacerdotali e ha scoperto che la classe di Abia svolgeva il proprio turno proprio alla fine di settembre e un’altra volta durante l’anno. Alla luce di ciò, le date legate alla nascita di Gesù e di San Giovanni Battista potrebbero essere non semplicemente simboliche.

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