Staccarsi dai social media per un mese

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Paola Dalla Torre

Come si sa, al rientro dalla vacanza settembre diventa il mese dei buoni propositi e delle diete. Ma non è solo dagli eccessi alimentari che è opportuno disintossicarsi: nel Regno Unito, ad esempio, la Royal Society of Public Health ha avviato la campagna “Scroll Free September” per liberarsi dall’abitudine compulsiva di controllare lo smartphone e le notifiche dei social.
Un mese detox per ridurre gli impatti negativi sulla salute mentale causati dalla costante presenza online. La campagna invita a staccarsi dai social media per un mese e propone diversi piani, dalla disconnessione totale (cold turkey) a piani meno drastici, che prevedono di spegnere i social e non controllare le notifiche quando si è a lavoro o a scuola, durante gli eventi sociali, di sera o quando si va a letto.
Il modello a cui ci si rifà sono campagne come “Dry January”, che invita a rimanere sobri per un mese, o “Stoptober”, un mese senza fumo. “Se utilizzati nel modo giusto, i social media possono avere aspetti positivi per la salute mentale e il benessere, compreso il miglioramento della connessione sociale e l’essere una fonte di supporto emotivo”, evidenzia Shirley Cramer, capo esecutivo della Royal Society of Public Heath. La campagna propone di prendersi una pausa e prendere nota degli aspetti che potrebbero avere un impatto negativo, usando questa consapevolezza per stabilire un rapporto più equilibrato con i social media in futuro.
Si stima che aderiranno 320mila inglesi, ma si sono registrati anche utenti da 56 Paesi diversi: tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Royal Society of Public Heath ed è possibile anche sottoporsi a un test per valutare il proprio livello di rischio.
D’altronde una ricerca mostra che neanche quando si va in vacanza riusciamo a staccarci dalla tecnologia e portiamo con noi smartphone e tablet. Il 57% dei vacanzieri, infatti, vuol rimanere connesso anche in spiaggia. Il 52% trascorre almeno un’ora al giorno attaccato a un dispositivo connesso a internet per chattare, controllare l’email e scrivere sui social network.
In base all’indagine “Disintossicazione digitale: rilassarsi, distendersi e staccare” della società di sicurezza informatica McAfee, condotta su 2mila persone tra i 18 e i 55 anni, il 54% del campione non resiste nemmeno un giorno senza inviare un messaggio. Il 38% non lascia passare 24 ore senza buttare un occhio alla email di lavoro o personale, e uno su quattro (27%) ammette di controllare costantemente la posta elettronica durante il giorno. La dipendenza è anche dai social: il 37% non riesce a non pubblicare durante le vacanze.
Se staccarsi dal pc portatile non è un problema – il 72% lo lascia a casa – solo il 27% sarebbe disposto a separarsi dallo smartphone. Essere raggiungibili dalla famiglia e dagli amici è il motivo più comune per cui non ci si disconnette (62%), mentre l’essere raggiungibile sul lavoro influenza solo il 16%.
E fenomeno dilaga ancora di più soprattutto nelle giovani generazioni connessi di giorno e anche di notte e per questo esposti ad una serie di sollecitazioni negative che possono creare altrettante dipendenze. I dati di fatto, confermano ciò che si vede in una quotidianità fatta di adolescenti in perfetta simbiosi con il proprio smartphone, uno strumento che può diventare alienante con la realtà circostante anche in contesti socializzanti quali possono essere un bar o una pizzeria. E allora davvero arrivato il momento di imparare a staccare la spina.

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