Le prime parole di Don Gian Luca Rosati alla comunità parrocchiale di Cristo Re

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo le prime parole pronunciate da Don Gian Luca Rosati alla comunità parrocchiale di Cristo Re, di cui è diventato parroco nella celebrazione presieduta dal Vescovo mons. Carlo Bresciani, sabato 1 settembre.

Don Gian Luca Rosati: “Un manifesto vocazionale di qualche anno fa diceva: «Nessuno nasce prete, preghiamo per le vocazioni».
Oggi direi: «Nessuno nasce parroco, preghiamo per i parroci… … e naturalmente preghiamo per i preti, per il Papa, i Vescovi, i diaconi, i seminaristi… le suore, i consacrati e le consacrate, e per i laici!».

Sono nato da qualche minuto e già mi tocca parlare!

Provo allora a esprimermi come un neonato, con quelle “parole” che solo la madre e il padre sono in grado di interpretare.

Ho aperto gli occhi da poco e quindi vi vedo per la prima volta.
Siete belli! Tutto qui è bello!
Grazie per aver preparato e donato tutto questo!

Grazie al Vescovo che ha avuto fiducia in me, una grande fiducia!
Grazie a don Marino e don Pio per aver guidato, con fede e sapienza cristiana, parrocchia e parrocchiani.
Grazie a tutti i vice-parroci che qui hanno svolto il loro servizio pastorale.
Grazie ai parrocchiani, sempre molto generosi, cordiali, accoglienti.
Grazie ai miei confratelli (presenti e assenti: è sempre difficile partecipare perché gli orari spesso coincidono con quelli delle rispettive comunità).
Grazie ai miei compagni di seminario, qui rappresentati da don Alessandro, don Emiliano e don Marco.
Grazie alle comunità parrocchiali di San Benedetto Martire e di SS. Gregorio Magno e Niccolò e SS. Benigno e Michele Arcangelo, che hanno avuto pazienza con me durante le prime esperienze di vice-parroco (con don Romualdo) e amministratore parrocchiale (con don Domenico).
Grazie ai parenti e agli amici, che oggi sono qui a condividere questo momento di gioia.
Grazie a tutti i preti, vescovi e diaconi che ho incontrato in questi anni e che mi sono stati testimoni di gratuità, carità pastorale e umanità. Ne nomino quattro per tutti: don Pietro, il parroco che mi ha battezzato, qualche anno fa, don Luciano, il parroco con cui sono cresciuto negli anni della Parrocchia della Marina, don Anselmo, il parroco che mi ha accompagnato durante gli anni del Seminario e don Domenico, pastore autentico, che è stato per me guida sicura negli anni trascorsi a Ripatransone.
Grazie al Seminario di Milano! In quegli anni ho ricevuto tanti insegnamenti e testimonianze dai compagni di seminario e dagli educatori e professori incontrati. Un tesoro da cui continuamente posso attingere!
Grazie agli amici sempre disponibili ad ascoltare e condividere gioie, speranze, difficoltà, prove,…
Grazie alle suore. Ho cominciato a fare il chierichetto perché una suora, suor Amelia mi ha chiamato. E poi nel corso della mia vita ho incontrato tante suore e consacrate da cui ho ricevuto una testimonianza di gioioso servizio al Signore!
Grazie agli amici dell’Azione Cattolica (presidente, consiglieri, associati e assistenti) con cui sto vivendo il servizio di assistente del settore giovani.
Grazie alla comunità parrocchiale di Cristo Re che mi ha accolto il 14 aprile e in questi mesi mi ha guardato con simpatia e s’è presa cura di me. Ringrazio in modo particolare giovanissimi e giovani con cui ho trascorso buona parte del tempo: benedizione delle famiglie, oratorio estivo, tornei parrocchiali,…
Grazie per avermi aperto la porta delle vostre case e delle vostre vite!

Troppe parole ha detto questo neonato, eh?

Ora vedo per la prima volta questa parrocchia e la vedo come una bella occasione: una bella occasione per evangelizzare e santificarci. Io e voi, io con voi a seguire Gesù, l’unico Maestro! Voi e io per le strade, segno e trasparenza dell’amore di Dio!
Vorrei essere per voi un piccolo fratello.

«Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».
Così il 24 aprile 2010 iniziava per me la più bella avventura.
Sono passati otto anni e qualche mese. Stasera sono qui e mi ritrovo a dire con Pietro:
«Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore».
Mi fermo, considero quanto ho vissuto in questi trentacinque anni e mi invade lo stupore, perché sono un peccatore, ma il Signore Gesù mi vede, mi ama e mi chiama. Sempre!

Qualche settimana fa ho raccolto tre grosse pietre che stavano sotto l’altare di una piccola chiesetta. Le ho messe nella bisaccia perché sapevo che erano un messaggio di Dio per me!

Sulle tre grosse pietre c’è scritto:
«Il Signore vi ha scelti perché vi ama» (da Dt 7,7-8)
«È un amore edificato per sempre» (Salmo 88,3)
«Pace agli uomini che egli ama» (Lc 2,14)

Su queste tre pietre desidero fondare il mio stare qui con voi da oggi in avanti!

Qualcuno potrebbe chiedermi: come le hai trovate?

Sono un neonato e quindi non ho a disposizione molte risposte.

A questa domanda, però, so rispondere: le ho trovate cercando Dio!
E Dio mi ha visto mentre lo cercavo e mi è venuto incontro per consegnarmi un messaggio per me e per voi:
siamo cristiani perché il Signore ci ha scelti e ci ha scelti perché ci ama. Questo amore non viene mai meno perché è edificato per sempre. Perciò riceviamo la pace dal Signore nostro Dio e rimaniamo nella pace!

Oggi ho rinnovato il mio “eccomi” alla chiamata del Signore.
E le tre pietre le metto a fondamento di questo nuovo inizio.
È un tempo di grazia, è un tempo di responsabilità.
È un tempo in cui occorre che ci lasciamo amare dal Signore.

Stasera tornando a casa, tornando ognuno alle proprie occupazioni e ai propri ambienti, portiamo la pace che abbiamo ricevuto dal Signore partecipando a questa liturgia. Portiamola a chi sta in pace, ma anche a chi non sta in pace.
Portiamola a chi è nella salute, ma soprattutto a chi vive la malattia o l’agonia.
Portiamola a chi crede e a chi non crede.
Portiamola agli amici e ai nemici.
Portiamola a chi costruisce la pace e a chi semina discordia.
Portiamola a chi è contento e a chi non trova un motivo buono per sorridere.

E a tutti portiamola con gioia: la gioia di Cristo!

Permettetemi, infine, di ringraziare don Pio per questi mesi che abbiamo trascorso insieme. Ho potuto apprezzarne la passione, la generosità, la fantasia vulcanica e tante altre qualità che non sto qui a elencare, ma che la comunità di Cristo Re conosce bene!

Ringrazio tutti i preti che come vice-parroci o come preti residenti, di passaggio o originari di questa parrocchia hanno avuto modo di contribuire con il loro servizio e la loro passione a rendere bella questa comunità parrocchiale.

E ringrazio la mia famiglia (babbo, mamma, i miei due fratelli e i nonni). Ringrazio la mia famiglia perché non si è limitata a iniziarmi alla fede, ma mi ha offerto e continua a offrirmi una buona testimonianza cristiana!

Grazie a tutti e buon cammino con Gesù!!!”

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