Aiuto a trovare una casa, il Comune di San Benedetto presenta un progetto al Ministero dell’Interno

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con delibera approvata dalla Giunta, il Comune di San Benedetto ha deciso di partecipare alla ripartizione dei fondi relativi alla Riserva fondo lire UNRRA (il fondo costituito nel dopoguerra dalle Nazioni Unite con investimenti i cui proventi sono annualmente gestiti dal Ministero dell’Interno) presentando il progetto “Habito ergo sum”.

Il progetto ha un valore di circa 93 mila euro, di cui circa 38mila cofinanziati dal Comune, e si propone di attuare una forma di accompagnamento sociale e reinserimento degli individui/famiglie in difficoltà economica temporanea. In particolare, si chiedono i fondi statali per accompagnare il soggetto bisognoso in un percorso di reinserimento sociale sostenendolo nella ricerca di un’abitazione attraverso la cosiddetta “mediazione abitativa”, cioè l’agevolazione di un incontro tra chi può dare in locazione un alloggio, anche con la garanzia pubblica, e chi lo cerca.

In una seconda fase, il progetto prevede lo sviluppo di servizi di segretariato sociale con contestuale realizzazione percorsi di autonomia famigliare, potenziando la rete di sostegno agli stessi che, sovente, si sviluppa attraverso contributi affitto/bollette, distribuzione di pacchi alimentari o buoni spesa da spendere nei negozi di vicinato.

“Elemento qualificante del progetto – spiegano il sindaco Pasqualino Piunti e l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni – è l’attivazione di un’equipe integrata composta da operatori ed assistenti sociali in costante confronto con il Servizio Politiche Sociali e con tutte quelle associazioni che cercano di dare una risposta tangibile sul territorio. Nel nostro caso, pensiamo a Caritas, Associazione Ora et Labora, Associazione Insieme per la Solidarietà, Banco Alimentare e altre. E’ questo un altro tassello di un mosaico di azioni – concludono i due amministratori – che stiamo componendo, con l’aiuto del privato sociale, per cercare di dare una risposta concreta e il più possibile rapida alla domanda di sostegno alle famiglie in difficoltà e la qualità del progetto ci autorizza a confidare in una risposta positiva del Ministero”.

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