Acquaviva, conclusa la mostra d’arte diretta da Patrizio Moscardelli, intervista agli artisti

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ACQUAVIVA PICENA – Si è conclusa con successo la mostra d’arte ad Acquaviva Picena allestita presso la terrazza della BCC Banca del Piceno. Il presidente dell’associazione Laboratorio Terraviva Filippo Gaetani ha così riassunto Acquaviva di Mercoledì: “Sono grato al comune di Acquaviva Picena per aver permesso un evento come “Acquaviva di Mercoledì” dove nei mesi di luglio e agosto si sono susseguite manifestazioni tutte diverse tra loro e che hanno accontentato le diverse categorie di persone. Sono grato alla BCC Banca del Piceno per aver permesso che la mostra d’arte fosse allestita nella terrazza di sua proprietà e naturalmente sono grato a Patrizio Moscardelli per aver organizzato un evento così bello e ringrazio inoltre i vari pittori: Luzzietti Emma, Prete Silvano, Marchegiani Dario, Partemi Gabriele, Santori Gianbattista, Merli Daniele, Catania Lucia, Fagiani Tiziana, Consorti Enrica, Serafini Pio, Pieroni Carina, Portelli Nadia, che si sono resi disponibili a mostrare le loro opere. L’anno scorso abbiamo fatto una specie di esperimento, quest’anno tutto è andato meglio e così speriamo che il prossimo anno continui questa collaborazione”. Gli artisti hanno poi gentilmente risposto ad alcune domande.

La pittura e le arti figurative sono esposte ad una maggiore critica di altri tipi di arte come la musica o il teatro?
No, non è maggiormente criticata, un dipinto, un disegno….se è “piatto” lo si vede subito. Quando un disegno, indipendentemente se piace o no, non trasmette niente, non ha espressione, lo comprende anche la persona che non ha una minima preparazione artistica.

Avete mai pensato al termine della vostra opera di voler cambiare qualcosa o addirittura di cancellare tutto, anche se positivamente criticata?
No mai. La cosa che ci è capitata è stata quella di non riuscire a finire un quadro perché non esprimeva, a nostro avviso, ciò che volevamo veramente comunicare. Ci è quindi capitato di lasciare opere incompiute. Ogni opera rappresenta una parte della nostra vita, ognuna rappresenta un momento vissuto bello o brutto, comunque ci riporta indietro nel tempo. Alcuni artisti amano ogni tanto riguardare i propri quadri, altri come esercizio psicologico di rinnovamento bruciano tele, ma mai nessuno rinnega un’opera realizzata. La si ama perché quell’opera rispecchia noi stessi.

Picasso disse: “La pittura è una professione da ciechi, l’artista non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente”. Che ne pensate?
È proprio così. Ovviamente vediamo il soggetto della nostra opera però quello che mettiamo su tela sono le nostre emozioni, i nostri stati d’animo, gli attimi che viviamo nel momento in cui realizziamo un’opera. Il quadro è la nostra “voce”.

In Italia non si da’ molta importanza all’educazione artistica nonostante il Paese sia ricco di bellissime opere, il vostro esporre all’aperto e per un vasto pubblico credete possa sensibilizzare all’interesse per l’arte o penalizza questo settore?
Crediamo sia positivo, avvicina in qualche modo l’arte a tutti. Abbiamo visto persone soffermarsi davanti ad un quadro per tanto tempo, alcuni ci hanno confessato di amare molto le opere d’arte e di non aver approfondito questa materia, altri con il sogno per il disegno…..il piacere di ammirare l’arte fa parte della vita dell’uomo, ognuno di noi “sente” in modo diverso lo stesso disegno.

L’arteterapia secondo voi è efficace?
Sì, assolutamente sì. Un po’ come la cromoterapia, il colore è in ognuno di noi, il guardare un quadro, ma soprattutto il realizzare un quadro aiuta ad esprimere le proprie emozioni, libera da quei “mali” che alcune persone sentono dentro, libera l’anima.

È stata poi intervistata anche una turista tedesca di Monaco su cosa ne pensasse di esporre all’aperto e lei ci ha risposto che è un modo positivo e bellissimo, perché innanzitutto permette di vedere lo stesso quadro da angolature diverse e contemporaneamente in prospettiva con altre. La luce del tramonto poi condisce perfettamente il tutto. Moscardelli ha concluso dicendo: “Per far funzionare un progetto come in questo caso l’esposizione di opere d’arte è fondamentale lavorare insieme, la collaborazione ci fa arrivare lontano mentre il camminare da soli non ci porta da nessuna parte. Inoltre è bello confrontarsi, scherzare e condividere”.

Patrizia Neroni

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