card. Bagnasco (Ccee), “senza un’adeguata antropologia, non vi può essere vera ecologia”

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“Se Dio illumina la nostra coscienza allora tutto diventa luminoso, il senso della vita è più acuto: senza la luce divina l’uomo è portato a disprezzare se stesso e le cose che lo circondano, a non avere rispetto di sé, della sua dignità, del suo volto. Emerge così la centralità dell’ecologia umana, che consiste nel riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona: se l’uomo si degrada, infatti, si degrada anche l’ambiente in cui vive”. Ad affermarlo è il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), nel suo saluto al primo incontro di preghiera ecumenica per il creato “Camminare insieme verso Cop24”. “Se la cultura tende al nichilismo – spiega l’arcivescovo -, anche la natura ne pagherà le conseguenze. Quando l’ecologia umana è rispettata nella società, allora anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio”. Ma, aggiunge richiamando parole di Papa Francesco nella Laudato si’, “quando non si riconosce (…) l’importanza di un povero di un embrione umano, di una persona con disabilità – per fare solo alcuni esempi – difficilmente si sapranno ascoltare le grida della natura stessa”. “Veramente – la conclusione di Bagnasco -, senza un’adeguata antropologia, non vi può essere vera ecologia”.

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