Don Roberto Melone suona le campane e si ritrova i carabinieri in parrocchia

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GROTTAMMARE – Suona le campane per annunciare alla sua comunità parrocchiale la morte di una fedele e dopo pochi minuti si trova i carabinieri in canonica. È quanto accaduto a don Roberto Melone, parroco della chiesa Gran Madre di Dio a Grottammare che ha reso noto l’insolito episodio attraverso la propria pagina facebook.
I carabinieri, adempiendo al loro dovere, sono giunti probabilmente dopo la segnalazione di qualcuno infastidito dal suono delle campane. Sorprende che in mezzo al frastuono della movida estiva proprio il suono delle campane possa aver recato disturbo a qualcuno, vista anche l’ora (21.30, ndr).
Amara la riflessione di don Roberto: “Non c’è più rispetto neanche per sorella morte”

One thought on “Don Roberto Melone suona le campane e si ritrova i carabinieri in parrocchia

  • 25 agosto 2018 at 23:29
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    Vero è che da diversi mesi alcuni residenti lamentano un notevole aumento delle scampanate. Infatti, dopo l’insediamento del nuovo parroco, il sistema campanario è stato riprogrammato per includere i rintocchi orari multipli, con frequenza ogni 15 minuti. Una cosa nuova, visto che fino al parroco precedente, le campane erano limitate alle sole funzioni liturgiche (messe, festività, lutti, Ave Maria tre volte al giorno) e nessuna lamentela era mai stata registrata nella storia della parrocchia.

    Varrebbe anche la pena di ricordare, che nel Maggio del 2002, la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la circolare n. 33 del Comitato per gli enti e i beni ecclesiastici, aveva ribadito la necessità di regolamentare l’uso sfrenato delle campane, limitandolo alle funzioni strettamente religiose ed escludendo l’uso “profano” dei rintocchi orari, se non per espressa delega del comune, riducendolo comunque a un rintocco all’ora, senza rintocchi multipli. Questa circolare è stata recepita da moltissimi vescovi in giro per l’Italia, da Treviso a Salerno, da Firenze a Gorizia, che hanno emanato dei Decreti Vescovili, non solo spiegando gli usi legittimi delle campane, ma suggerendo anche gli orari di attivazione del sistema campanario.
    Tutto questo, spiegano gli alti prelati, a tutto vantaggio della funzione liturgica delle campane, che non devono essere svilite da un uno smodato uso profano.

    Alcuni residenti avevano addirittura presentato una petizione, raccogliendo le firme di 60 residenti, dove veniva chiesto il ripristino della programmazione campanaria precedente. In quel documento, nessuno contesta o ha mai contestato l’uso liturgico delle campane, che infatti non ha mai incontrato lamentele nella precedente storia della parrocchia. Ma evidentemente il nuovo incessante ritmo degli scampanii ha portato qualcuno all’esasperazione, al punto da lamentarsi di ciò di cui non ci si era mai lamentati prima.
    Una petizione che non è mai stata accolta dal nuovo parroco il quale, tuttavia, non spiega per quale motivo ritiene così irrinunciabile il segnale orario delle campane quando la comunità non era mai stata abituata a tale tradizione che, peraltro, non attiene alle prerogative liturgiche della Chiesa Cattolica.

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