Gmg Panama 2019: 105 giorni in mare per raggiungere Panama in barca a vela

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M. Chiara Biagioni

Raggiungere in barca a vela Panama e i ragazzi della Gmg, partendo da Brest, in Francia, e solcando le onde dell’Atlantico. Un’impresa da 105 giorni di navigazione. Protagonisti 17 giovani accompagnati da 4 skipper professionisti e 1 cappellano. Tre le imbarcazioni impegnate e se le condizioni meteo lo permetteranno, salperanno con la benedizione del vescovo, il 31 agosto da Notre-Dame de Rocamadour, golfo di Brest. Fino al 15 settembre costeggeranno la Francia, la Spagna e il Portogallo dove si fermeranno in pellegrinaggio prima a Santiago di Compostela e poi al santuario mariano di Fatima dove affideranno alla Madonna il successo della loro impresa. Prima di lasciare la Francia, i ragazzi saranno salutati a Bayonne da mons. Marc Aillet, vescovo responsabile della pastorale giovanile, che darà a nome di tutti i vescovi francesi, la benedizione all’iniziativa.

Itinerario. Dal 15 al 30 settembre, i ragazzi navigheranno fino al Marocco dove andranno sulle orme di Charles de Foucauld alla scoperta della sua vita. Dal 1° al 15 ottobre raggiungeranno l’arcipelago delle Canarie e poi fino al 30 ottobre in Senegal a Dakar animeranno una missione. Nel mese di novembre la flottiglia raggiungerà le isole di Capo Verde e Mindelo. È a questo punto che le cose si faranno serie: i ragazzi salperanno da questa piccola isola dell’Atlantico e per tre settimane, dal 5 al 25 dicembre, saranno impegnati nella navigazione transatlantica per raggiungere prima le Barbados e poi le Piccole Antille – Sainte Lucie, Martinique, Dominique, Guadeloupe – dove trascorreranno il Natale. Dal 27 dicembre al 15 gennaio navigheranno fino a raggiungere la meta finale: Panama.

Una grande avventura di cinque mesi con “una triplice sfida”, scrivono i ragazzi sul sito internet dove presentano l’iniziativa. Parlano di “avventura spirituale, umana e missionaria”. “Spirituale” perché “questi mesi di navigazione saranno per noi l’occasione per prenderci del tempo, metterci in ascolto di Dio e capire il suo progetto di amore per ciascuno di noi”. Lo faranno – spiegano – attraverso la preghiera quotidiana (rosario, liturgia delle ore, meditazione) che sarà guidata appunto dal sacerdote. A bordo i ragazzi portano la Statua di Santa Maria La Antigua offerta dall’arcivescovo di Panama, mons. José Domingo Ulloa Mendieta, ai giovani pellegrini francesi che parteciperanno alla Gmg. Patrona di Panama e della Gmg, la statua, originaria di Siviglia, attraverserà simbolicamente di nuovo l’Atlantico.

Ma si tratta anche di “un’avventura umana e sportiva”: questi ragazzi e gli skipper che li accompagnano non si sono mai incontrati prima. Dovranno, quindi, imparare a conoscersi, vivere “fraternamente” nello spazio ristretto dell’imbarcazione e per tutto il tempo della navigazione. Molti di questi ragazzi poi non sono mai andati a vela: dovranno, quindi, imparare in fretta le regole del mare, l’organizzazione della vita a bordo, il rispetto della natura e dei suoi ritmi ma soprattutto attrezzarsi fisicamente e psicologicamente per l’attraversata transatlantica di 3 settimane. Insomma, il progetto si rivela essere per tutti una vera e propria “scuola di vita”. Infine la “missionarietà”: la flotta si confronterà con le popolazioni locali dei posti in cui le barche attraccheranno e i ragazzi si metteranno in contatto con movimenti e associazioni impegnati in progetti di solidarietà, ascoltando le storie e l’esperienza dei volontari.

Anne Laurence Thoux, 25 anni (ancora da compiere), è una delle ragazze che parteciperà all’attraversata. “Avevo appena finito due anni di ricerca in ingegneria a Montreal – racconta al Sir – e mi ritrovavo a casa dei miei genitori per le vacanze di Natale. Stavo quindi vivendo un momento di passaggio e avevo chiesto a Dio di indicarmi la strada. Due giorni dopo, ho preso conoscenza tramite Internet di questa iniziativa e mi sono detta, è la cosa giusta che fa per me. Che cosa mi aspetto da questo viaggio? Mi trovo in un momento cruciale della mia vita nel quale sono chiamata a fare scelte che influiranno sul mio futuro. Da questo viaggio mi aspetto di capire bene le scelte da fare, di trovare le ragioni che sosterranno queste scelte e di vivere momenti di riflessione per crescere come cristiana impegnata”. Non è l’attraversata atlantica a preoccupare Anne-Laurence. Anzi, dice di non vedere l’ora d’immergersi nell’immensità del mare e della natura. Quello di cui ha più paura è il “cambiamento totale di ritmo di vita. Sono una persona molto autonoma – spiega – che fa tantissime cose e il fatto che non sono io a gestire i miei tempi, a decidere ciò che posso e ciò che non posso fare è una grande sfida”. La meta è arrivare a Panama e incontrare Papa Francesco. “Lo vorrei ringraziare per tutto quello che fa, per quello che è”, dice la giovane velista. “Gli vorrei dire che prego per lui. E gli vorrei chiedere di essere ancora più parte della nostra vita di giovani perché siamo alla ricerca del nostro futuro, in un momento in cui dobbiamo prendere decisioni per tutta la nostra vita”.

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