Paolo VI: mons. Semeraro (Albano), “la canonizzazione ci conforta che Montini è nella luce”

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“La canonizzazione, che nel concistoro del 19 maggio scorso il Papa ha decretato per il prossimo 14 ottobre, ci conforta che Montini è nella luce”. Lo scrive mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio dei cardinali, ricordando gli ultimi giorni di vita di Paolo VI sull’edizione de L’Osservatore Romano pubblicata oggi pomeriggio con data di domani, domenica 5 agosto, vigilia dei 40 anni dalla morte di Montini. Ricordando la cronaca di quei giorni raccontata dal segretario del pontefice, mons. Pasquale Macchi, il vescovo Semeraro aggiunge che “il medico, Mario Fontana, pronto a congedarsi dal Papa, nel bacio della mano si rese subito conto che la pelle scottava e comunicò a monsignor Macchi la sua impressione”. Tant’è che “il discorso che tiene Paolo VI quel pomeriggio (in visita alla tomba del card. Pizzardo, ndr) non è da leggere, è da ascoltare”. “Il Papa aveva la febbre. Ed ecco che, nel discorrere, a volte s’interrompe perché la memoria si fa incerta, si confonde e sbaglia perfino i nomi di Pio XI e Pio XII dopo aver evocato Benedetto XV. Nonostante la febbre che saliva, Montini si dilunga nei ricordi, che si assommano nella memoria e lo aprono alla gratitudine”. Mons. Semeraro segnala che “come avrebbe rilevato il medico, il Papa scottava, ma non gli veniva meno la lucidità nell’andare con il pensiero alla morte, ‘che per noi non può essere lontana’”. “Chi ascolta il discorso nota anzi che in alcuni momenti è sicura e vibrante. Canta perfino con voce ferma le parole della benedizione apostolica. E almeno due volte si ravviva nel sorriso”.

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