Pena di morte: Celam, “gioia” della Pastorale carceraria latinoamericana

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

La Pastorale carceraria dell’America Latina e del Caribe, in comunione con i vescovi del continente e attraverso il Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), esprime in una nota diffusa ieri “la propria gioia nello Spirito per la decisione del Santo Padre di modificare il Catechismo della Chiesa cattolica per affermare con chiarezza profetica che la Chiesa condanna radicalmente la pena di morte”. Si legge ancora nel comunicato, firmato dal presidente del Dejusol (Dipartimento giustizia e solidarietà)-Celam, mons. Gustavo Rodríguez Vega, arcivescovo di Yucatán, e da mons. Jorge García Cuerva, vescovo ausiliare di Lomas de Zamora e referente latinoamericano della Pastorale carceraria: “Esortiamo gli Stati nei quali attualmente viene applicata, ad abolire la pena di morte e tutti gli uomini e donne di buona volontà a creare nell’opinione pubblica una coscienza sempre maggiore in difesa dalla vita, a partire dal concepimento”.

Per manifestare la propria adesione al pronunciamento del Papa, i firmatari della nota usano le parole del cardinale Luis Francisco Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che ha parlato di “autentico sviluppo della dottrina cattolica”. E si dicono “coscienti del fatto che Francesco è Pietro e come vicario di Cristo in terra ha la facoltà e il dovere di insegnare e orientare in base al deposito della fede e alla tradizione”. Conclude la nota: “Come operatori di pastorale che camminano insieme a coloro che sono privati di libertà, sottolineiamo che sempre bisogna credere nella forza redentrice della Misericordia e nella capacità della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, di redimersi. Noi discepoli missionari di Gesù dobbiamo amare, custodire e difendere la vita umana, tutta la vita umana, e per questo ci uniamo a Papa Francesco nella condanna della pena di morte e ugualmente nella condanna fino alla morte”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *