Ecumenismo: mons. Spreafico (Cei), “dono e gratuità in un mondo mercato esprimono la differenza cristiana”

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“Siamo tutti connessi e non si può pensare di erigere muri o di respingere i poveri, perché i muri prima o poi sono sempre stati abbattuti, come la storia ci insegna”. Lo ha scritto mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale ecumenismo della Cei e vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, in un messaggio inviato alla 55ª Sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (Sae) riunito sul tema “‘So essere nell’indigenza, so essere nell’abbondanza” (Fil 4,12). Le Chiese di fronte alla ricchezza, alla povertà e ai beni della terra”. “Il tema – ha aggiunto il vescovo – ci interroga profondamente sulla coscienza che abbiamo del nostro vivere non nel particolare e nel piccolo del nostro mondo, ma nel pianeta terra, segnato da povertà e miseria, dove il divario tra poveri e ricchi aumenta quotidianamente”. Il presule ha poi segnalato che “emerge dal vostro programma l’accento sul dono e la gratuità, che credo siano due dimensioni da sottolineare, perché in un mondo mercato esse esprimono la differenza cristiana e la forza del Vangelo”. Nel suo saluto il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, ha sottolineato che “Dio continua, nella sua fedeltà fedele, ad ‘amare i poveri’, ad avere uno sguardo di particolare attenzione per coloro che si sono impoveriti spesso a causa delle scelte di altri”. “Anzi – segnala il pastore –, Dio continua a guardare ogni cosa del mondo con lo sguardo dei poveri. Ma, pur amando i poveri, Dio non ama la povertà intesa come privazione e miseria, come già testimoniavano gli antichi profeti di Israele. Dio dunque ama i poveri ma chiama alla giustizia, chiama alla conversione. Chiama tutti, cristiani e non cristiani”.

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