Dorothea Hahn, da 22 anni in prima linea per i giovani del Ghana

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Massimo Lavena

Da 22 anni Dorothea Hahn si reca tre o quattro volte l’anno in Ghana, nell’Africa occidentale. Si ferma all’incirca un mese e incontra tante persone conosciute nei complessivi 64 viaggi fatti fino ad ora. Nel prossimo autunno partirà per la 65ª volta. Insegnante di fisica e religione presso la Liebfrauengymnasium di Bonn, città dove è nata, la signora Hahn, ora in pensione, visitò il Ghana la prima volta nel 1996, rimanendo impressionata dalle condizioni di miseria e diseguaglianza sociale della popolazione, soprattutto dalla situazione di discriminazione e limitazione alla istruzione della bambine e delle ragazze. Da laica, in contatto con una realtà sociale ed educativa avanzata come quella tedesca, rientrata in Germania, decise di agire, coinvolgendo colleghi, amici, familiari, studenti. Sarà stato il sorriso perenne di questa indomita donna di 68 anni, ma da subito la sua proposta fece breccia. Lei stessa in questi anni ha sempre evidenziato la sua sorpresa nel vedere come le persone colgano il messaggio delle piccole offerte, dei mercatini parrocchiali e fiere del dolce, del passa parola. Dopo aver fondato la società per azioni “Eine-Welt-AG” (“Un Mondo”) ha scelto come partner l’associazione umanitaria Don Bosco Mondo, legata alla famiglia Salesiana. Ad oggi Dorothea Hahn ha raccolto oltre un milione di euro, impegnato in questi 22 anni per realizzare sette scuole e tre case residenziali per fanciulle, fornite di materiale didattico oltre a numerose borse di studio, con la scelta di dedicarsi all’istruzione e alla formazione soprattutto delle fanciulle.

“Quando ho iniziato questo lavoro– racconta Dorothea Hahn al Sir – le ragazze erano spesso vittime di discriminazione. Ciò accadeva in quanto esisteva ancora l’obbligo di versare le tasse scolastiche e i genitori ritenevano prioritario che fosse il ragazzo a frequentare la scuola. Sotto questo aspetto c’è stata una grande svolta in Ghana, oggi le famiglie vogliono che tutti i figli (maschi e femmine) conseguano un titolo di studi. Nel frattempo le tasse scolastiche sono state abolite nelle scuole pubbliche, ma il materiale scolastico o il pranzo continuano ad essere a carico degli studenti. Per queste spese forniamo sostegno alle famiglie povere”. Anche l’approccio professionale della professoressa è cambiato con il contatto con le ragazze e i ragazzi ghanesi:

“Ciò che ho notato subito è che gli scolari in Ghana imparano quasi esclusivamente attraverso la ripetizione, ossia i docenti non spiegano ma, ad esempio, per quanto riguarda l’inglese, fanno ripetere frasi intere ai ragazzi. La grammatica non viene inculcata a parte, ma viene appresa in modo intuitivo. Ho impiegato questo metodo in Germania nelle lezioni di recupero: e ha funzionato”. 

Nel confronto tra la cultura tedesca e la cultura ghanese Hahn ha notato che “nonostante la povertà materiale, i ghanesi sono caratterizzati da una grande gioia di vivere. Nonostante il benessere, in Europa siamo spesso di cattivo umore e pessimisti. I ghanesi vedono invece il bicchiere sempre mezzo pieno, noi lo vediamo mezzo vuoto. L’ottimismo mi lega alla gente del Ghana”.

Le necessità, in 22 anni, sono cambiate: “Le richieste che oggi giungono dai Salesiani di Don Bosco in Ghana riguardano primariamente l’obiettivo di favorire la crescita di bambini e giovani nel segno dell’intera pedagogia di Don Bosco – precisa Hahn -: quindi sostengo i Salesiani innanzitutto attraverso il denaro affinché possano realizzare con successo i propri progetti. Il sostegno economico si traduce nella formazione dei Salesiani di Don Bosco, costruzione e mantenimento di scuole, case per lo studente e strutture di protezione per i giovani, con sostegno finanziario per casi singoli per combattere la povertà”. Ora è iniziata la caccia al secondo milione da destinare ai suoi progetti e “in autunno, quando andrò nuovamente in Ghana, verrà inaugurata una casa della studentessa nella città di Sunyani – aggiunge Hahn -: qui potranno vivere, studiare nelle istituzioni salesiane e conseguire un titolo in economia domestica, diventare segretarie, specializzarsi in campo agricolo e gastronomico. In concreto

intendo ora dare una mano a piccoli progetti edili, con la realizzazione di aule scolastiche e opere previste di manutenzione ordinaria.

In ogni caso, continuerò a promuovere la formazione scolastica e professionale soprattutto delle ragazze perché loro sono le madri di domani. Le ragazze che sono andate a scuola manderanno i loro figli a studiare e saranno in grado di aiutarli con i compiti. Se avranno imparato un mestiere, se saranno autonome, potranno sostenere i propri figli anche per uno studio universitario”.

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