Defilé di abiti da sposa ad Acquaviva

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ACQUAVIVA PICENA – Presso la Fortezza Medievale di Acquaviva Picena si è tenuto il defilé di abiti da sposa anni cinquanta, sessanta e settanta.
L’evento è stato realizzato da alcuni volontari che liberamente hanno prestato il loro tempo libero e insieme ai quali ha collaborato l’Associazione Laboratorio Terraviva. Un forte ringraziamento all’amministrazione comunale, alla BCC Banca del Piceno e a Terraviva. Ringraziamenti doverosi anche a Giuseppina Tassotti, Rosella Volpi, Loris Di Salvatore, Paolo Perozzi, Patrizio Perozzi, Lavanderia Mery lava e cuci di Porto d’Ascoli, Cinzia Galosi, Elisabetta Malta, Natalina Cimini e Daniela Natali della parrucchieria Donna Stile di Acquaviva, Degradè Joelle, Chiaroscuro di Porto d’Ascoli, Clinica Odontosalute di Acquaviva, infine un grande grazie alla signora Angela Spinelli per aver guidato magistralmente l’evento e per la sua preparazione nel settore. Angela ha voluto dare risalto alle forze delle grandi eccellenze della manifattura artigianale italiana, questo il motivo per cui ci si è fermati all’anno 1977. Il pubblico ha così potuto comprendere che lo stile è pura arte e che oggigiorno spesso anche grandi aziende trasformano la moda in marketing. Con questo defilé si è voluto dimostrare che lo stile italiano dal 1948 al 1977 resta e rimarrà indelebile nei secoli, ed è il portamento dello stato d’animo che indossa veramente l’abito. Un evento tra i più irripetibili questo, perché è necessario per la sua realizzazione un notevole studio sul territorio, il contatto e le relazioni con le persone, un tipo di rapporto molto lontano da quello che si vive sui social network. Grazie alle voci di Paolo Rossetti, Guglielmo Felicioni e Massimiliano Civita per aver cantato durante il defilé, grazie alla partecipazione straordinaria di Luciano Gaetani. È stato sottolineato che tutti i collaboratori sono stati di fondamentale importanza anche per non perdere nessuna traccia degli abiti con allegate foto originali, accessori, veli, strascichi e guanti. Il defilé è terminato con un abito del 1992 e si ricollega a Craking Art e in particolare agli elefanti presenti in Fortezza perché è un animale che porta con sé memorie ataviche ed è per eccellenza il simbolo più alto della rappresentazione spirituale induista, il continuum legame di vita e memorie che si tramanda da madre in figlia.
Il sindaco Rosetti e il vice sindaco Balletta hanno omaggiato le modelle con dei fiori, le modelle a loro volta hanno omaggiato le proprietarie o eredi delle proprietarie degli abiti da sposa, perché la magia del defilé è stato il fatto che gli abiti sono tutti originali e portano con sé storia, vita, speranze, gioie e ricordi.
Un ringraziamento particolare è stato espresso dal Sindaco Rosetti all’ideatore dell’evento, Vincenzo Fulgenzi.
Il primo abito presentato è datato 1948 e la modella che lo ha indossato ha sventolato per tutta la piazza della Fortezza la bandiera italiana a voler simboleggiare la rinascita dell’Italia dopo i tristi anni della seconda guerra mondiale.

Patrizia Neroni

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