Papa in Lettonia: tappa a Riga e Aglona

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Sarah Numico

La Lettonia sarà la seconda tappa del viaggio del Papa nei Paesi baltici, il 24 settembre: due milioni circa gli abitanti, circa 340mila i cattolici, il 18% della popolazione, distribuiti in quattro diocesi e 287 tra parrocchie e missioni; ad accompagnarli, 177 sacerdoti. Il resto dei lettoni sono per il 37% luterani, 20% ortodossi, l’1% appartiene ad altre denominazioni. Sarà proprio l’ecumenismo il tratto specifico di questa giornata del viaggio papale nei Paesi baltici, attraverso una celebrazione ecumenica a Riga. Nel corso della giornata non è previsto un incontro specifico tra Bergoglio e i giovani lettoni: “I nostri giovani si stanno organizzando per andare a incontrare il Papa in Lituania insieme agli altri giovani baltici. Ne sono affascinati”, spiega al Sir Ingrīda Lisenkova, direttrice del centro per l’informazione della Chiesa cattolica in Lettonia. In una lettera inviata a giugno ai sacerdoti e al “popolo di Dio”, i quattro vescovi della Lettonia scrivono che il Papa “verrà a compiere la sua missione di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede e ci aiuterà a trovare il percorso di unità tra i cristiani lettoni”. Se Giovanni Paolo II 25 anni fa pronunciò “parole profetiche sulla libertà”, ora è tempo per “rispondere alla domanda su come abbiamo usato il dono della libertà”. Nel contesto del 100° anniversario della nazione, scrivevano ancora i vescovi, la visita “è un invito a ricordare i fondamenti spirituali del nostro Paese, ringraziare e chiedere la benedizione di Dio”, in un tempo in cui occorre “cercare le risposte alle nuove sfide che la vita ci pone davanti”. Desiderio dei vescovi è che non sia “esperienza emotiva transitoria, ma dono permanente di grazia”.

Quale sarà il programma della giornata del Papa in Lettonia?
La prima parte della giornata sarà a Riga: al mattino il Papa incontrerà il presidente della Repubblica, Raimonds Vējonis, esponenti politici, diplomatici e rappresentanti della società civile. Poi deporrà dei fiori al Monumento per la libertà. Ci sarà quindi una preghiera ecumenica nel duomo di Riga con i leader e rappresentanti delle altre denominazioni e poi un incontro con gli anziani nella cattedrale cattolica di San Giacomo.Quindi aspetteremo il Papa nel principale santuario lettone, ad Aglona, dove celebrerà la messa. Questo è un posto molto speciale per i cattolici: ogni anno migliaia di persone vanno a piedi in pellegrinaggio ad Aglona prima del 15 agosto.La cosa interessante è che ci sono anche molti protestanti che lo fanno. Saremo felici di accogliere lì Papa Francesco. L’8 luglio è iniziata la registrazione per quell’evento. Ad agosto sapremo indicativamente quante persone ci saranno. Noi speriamo almeno 100mila. Anche Giovanni Paolo II ha celebrato la messa ad Aglona 25 anni fa.

C’è interesse per la visita del Papa?
Il 21 giugno scorso il Parlamento Lettone ha addirittura deciso che il prossimo 24 settembre sarà giorno di vacanza in tutto il Paese in modo che tutti coloro che vogliono partecipare alla messa con Papa Francesco ad Aglona possano essere presenti. In effetti sarebbe un problema per gli abitanti di Riga, che sono la metà della popolazione lettone, riuscire a partecipare.

Come si stanno preparando i cattolici a questo momento?
In alcune parrocchie si stanno organizzando incontri sul Papa, i suoi documenti, il suo magistero e la sua personalità. Penso anche al programma radiofonico su Radio Maria “Nei piedi di Pietro” in cui raccontano chi è il Papa. Il Centro d’informazione della Chiesa cattolica ha preparato un programma speciale che si dipana in cinque mesi, con video, citazioni, confronti, attività varie di informazione. La maggior parte del materiale è pubblicato sui social media, Facebook, Twitter, Youtube con l’account “pāvests Latvijā 2018” (che significa Papa in Lettonia 2018, ndr).Ogni mese è dedicato a un argomento particolare su cui Papa Francesco insiste molto: la misericordia, l’ecologia, la giustizia sociale, la famiglia, i giovani e a settembre la pace.A luglio il tema è stato la giustizia sociale. Ci sono poi altre iniziative, come quella della Caritas in collaborazione con il giornale cattolico Katoļu Baznīcas Vēstnesis: hanno invitato le persone a preparare delle calze con i ferri, per il Papa; un paio sarà donato a lui e le altre saranno spedite alla Caritas ucraina che le distribuirà agli sfollati interni che sono dovuti scappare dalle zone di guerra. Le persone sono invitate a pregare per il Papa e la pace mentre lavorano ai ferri.

Un elemento particolare del programma del Papa in Lettonia è la celebrazione ecumenica: ci puoi spiegare qualcosa?
L’ecumenismo è molto forte in Lettonia. Le relazioni tra i cristiani e anche tra i vescovi di diverse denominazioni sono amichevoli, certo non sempre, ma nella maggior parte dei contesti. È un esito del periodo dell’oppressione comunista, quando tutti i cristiani erano perseguitati nell’Urss. In quella situazione i cristiani stavano insieme e non guardavano alle differenze. Per esempio adesso io ho ottimi amici tra i luterani, i battisti, gli ortodossi. Siamo innanzitutto cristiani: questa identità è molto importante nella nostra vita quotidiana. Solitamente le celebrazioni ecumeniche in Lettonia sono guidate dai leader delle quattro principali denominazioni, che quindi saranno presenti con il Papa: l’arcivescovo Jānis Vanags della Chiesa evangelico-luterana di Lettonia; l’arcivescovo cattolico di Riga, mons. Zbigņevs Stankevičs, il metropolita ortodosso Aleksandrs e il vescovo battista Kaspars Šterns. L’ordine della celebrazione sarà basato sulle tradizioni che abbiamo in Lettonia, come ad esempio il servizio ecumenico del 18 novembre, quando si celebra la festa dell’indipendenza. Si pregherà per l’unità dei cristiani, la pace nel mondo, le famiglie. C’è una cosa particolare: la celebrazione si svolgerà nel duomo, che è la sede dell’arcivescovo evangelico-luterano, e dove si trova la tomba del nostro apostolo, san Meinardo (+1196) che Giovanni Paolo II ha canonizzato durante la sua visita in Lettonia 25 anni fa.

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