Si allunga il tragico elenco delle vittime della repressione delle forze governative in Nicaragua. Nella giornata di ieri padre Victor Morales, parroco della chiesa di San Pedro a León, ha denunciato l’uccisione di tre giovani nel quartiere indigeno di Sutiava, e il ferimento di molti altri, in seguito a un attacco delle forze speciali contro i manifestanti. Il vescovo, mons. Bosco Vivas, in una nota parla di “violenza ingiustificata”. Forte condanna è stata espressa anche dal cardinale Leopoldo Brennes, arcivescovo di Managua. Si va così verso la conclusione di una settimana che è stata caratterizzata da nuove violenze. Tra martedì e mercoledì, a La Trinidad. L’attacco dei paramilitari ha provocato almeno una vittima; fatto seguito da un vero e proprio prolungato assedio alla chiesa, dove la popolazione terrorizzata aveva trovato rifugio. Dal 18 aprile il bilancio delle vittime delle repressioni è salito a 315 persone circa.
Intanto ieri è stato comunicato che lunedì prossimo due delle commissioni costituite nell’ambito del dialogo nazionale, quelle sulla verifica e sicurezza e quella elettorale, torneranno a riunirsi.
“Il popolo sappia che noi vescovi stiamo facendo tutto quello che è possibile per sostenere il dialogo nazionale”, ha detto mercoledì a conclusione dell’incontro della Conferenza episcopale nicaraguense (Cen), il vescovo di Matagalpa, mons. Rolando Álvarez, conversando con i giornalisti all’uscita del seminario di Nostra Signora di Fatima, a Managua. Nel video diffuso dal Canal Católico del Nicaragua, il vescovo di Matagalpa ha denunciato gli ulteriori episodi di violenza che si sono verificati negli ultimi giorni e gli arresti, “con accuse inverosimili, che coinvolgono soprattutto giovani manifestanti”. Fatti che stanno trasformando il Nicaragua in una“società terrorista”. All’uscita dall’incontro ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni anche il presidente della Cen, il cardinale Brenes, manifestando la sua soddisfazione per l’incontro con il Papa in Vaticano, avvenuto la scorsa settimana. “Il Papa è ben informato sulla situazione”, ha aggiunto. I vescovi mercoledì si sono incontrati con la squadra della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), presente nel Paese. E hanno, a malincuore, preso la decisione di annullare il programma di accoglienza di giovani di altri Paesi ed eventi che nel prossimo gennaio avrebbero dovuto precedere la Giornata mondiale della gioventù di Panama, destinata a coinvolgere in modo speciale tutta la regione centroamericana.